Appunti di sermone predicato a Kensal Rise Baptist Tabernacle, Gennaio 2021.

Introduzione:

La storia narrata in questo passo è accaduta circa 850 a.C. ma ha molto da insegnarci e ci sono molte cose in comune fra la vita del popolo di Dio all’epoca e la nostra oggi, in particolare la precarietà.

Viviamo momenti molto difficili a causa della pandemia ma molte persone sperano che, in un modo o nell’altro, questa grande prova possa essere superata attraverso un vaccino. Invece, la gente del medio oriente viveva in un contesto di costante precarietà perché tutto dipendeva dal clima, in particolare dalla pioggia.

Nell’oriente antico, c’erano due grande civilizzazioni, l’Egitto e la Mesopotamia. Queste due grandi civilizzazioni poterono sorgere grazie ai grandi fiumi che garantivano la costante fertilità della regione (il Nilo per l’Egitto e l’Eufrate per la Mesopotamia). Invece, Dio aveva stabilito che il suo popolo avrebbe vissuto in Palestina, terra senza grande fiume dove tutto dipendeva dalla pioggia e dove, quindi, si doveva vivere per fede. Niente pioggia, niente mietitura e si moriva: semplice. Infatti, si fa spesso riferimento alla pioggia di primavera e di autunno nell’Antico Testamento.

E quindi sorgeva una domanda: se non piove, quale divinità invocare? Il popolo d’Israele aveva imparato ad invocare il Signore, Dio di Abraamo ma tutte le nazioni intorno ad essa adoravano Baal, divinità del temporale e della pioggia.

Questo è il contesto del ministero di Elia. Esso appare dal nulla nel capitolo 17 mentre Israele vive uno dei periodi più bui della sua esistenza. Acab è un re malvagio ed ha sposato Izebel, la quale viene dal territorio di Sidone, al nord dove la gente adora Baal ed essa ha convinto il marito (senza troppe difficoltà) di introdurre il culto di Baal in Israele.

Il nome Elia significa “Il mio Dio è il Signore” ed il suo nome riassume il suo ministero. L’unico vero Dio è il Signore, non altre divinità. Il ministero di Elia è soprattutto un ministero di giudizio e di pentimento, chiamando i figli d’Israele a tornare al Signore.

In questo passo il tema centrale è la parola di Dio, la quale viene menzionato molte volte. Due punti principali: la parola di Dio è potente e vera; essa va predicata e creduta.

  1. La parola di Dio è potente e vera

Il testo mostra la potenza della parola di Dio in tanti modi.

  1. La parola di Dio ha un potere universale

Nell’Oriente Antico si pensava che le divinità avessero un potere geograficamente limitato (cf. 1 Re 20.23). Invece il Signore è potente su tutta la terra.

La grande ironia del passo è che Acab ha sposato Izebel regina dei Sidoni dove regna Baal mentre Dio manda Elia via da Israele a Sarepta, proprio nel territorio dei Sidoni.

Insegna: Dio è capace e desidero di salvare non soltanto gli Ebrei in Palestina ma anche non-ebrei ovunque.

Meditare: sulla storia della donna Cananea In Matteo 15. Essa viene da Sidone, come la vedova, e ci sono parallelismi interessanti.

Un altro simbolo di questo: Elia viene nutrito da corvi, animali impuri secondo la legge di Mosè (cf. Lev 11.15). C’è un parallelo con il sogno di Pietro in Atti 10. I gentili non sono impuri.

  • Dio è potente sopra il clima e tutta la creazione (pioggia, corvi, olio, farina) etc.
  • Dio è potente sulle persone

Il Signore dice a Elia che ha ordinato a una vedova di Sarepta di nutrirlo ma la vedova in questione non è al corrente! Non sa niente e non sa chi è Elia. Comunque, è stata scelta da Dio che lo sappia o no.

Applicazione: Crediamo nella potenza di Dio? Diciamo di si ma spesso non vediamo proprio come Dio possa risolvere certe situazioni. Manchiamo di fede e manchiamo anche di immaginazione. Dio può risolvere tutto in modi insoliti. Un modo spesso usato dal Signore è quello di farci trovare favore agli occhi di qualcuno che ci può aiutare.

  • Dio è potente sulla morte

Il punto principale è che Dio è potente abbastanza per sconfiggere la morte. Il miracolo finale (la risurrezione del figlio) è il pinnacolo del passo e anche la vedova capisce che si tratta di una cosa radicalmente diversa dal miracolo precedente (v.24 “Ora riconosco…”)

Il potere di Dio sulla morte è la nostra principale fonte di speranza. In Cristo abbiamo molto di più di quello che aveva la vedova di Sarepta:

Dio ha compiuto un grande miracolo attraverso Elia (ma il figlio è risorto con un corpo corruttibile ed è morto di nuovo, come più tardi Lazzaro)

Piu tardi Dio compirà un grande miracolo con Elia (Egli andrà ad essere con il Signore senza morire)

Ma in Cristo, Dio stesso ha sconfitto la morte, non evitandola, ma attraversandola. Alla croce ha sconfitto la morte ed il peccato. La morte non lo può più trattenere e non puo trattenere neanche noi se siamo in Cristo.

“…siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio.” 1 Peter 1:23

b. la parola di Dio è vera

La parola di Dio non è solo potente ma veritiera. Tutto il passo dimostra che ciò che dice l’Eterno accade. Notiamo che la fedeltà di Dio alla sa parola si verifica sia nel giudizio che nella salvezza.

Acab ricostruì Gerico e ne pagò il prezzo (16.34). Forse pensava che la maledizione pronunciata attraverso Giosue 500 anni prima (Gio 6.26) fosse scaduta ma non lo era!

2. La parola di Dio va predicata e creduta

Se la parola di Dio è potente e veritiera, va creduta, ma prima va predicata.

  • Parola predicata

Importante sottolineare che Dio non parla agli uomini direttamente ma attraverso profeti, in questo caso Elia.

Oggi non ci sono più profeti infallibili perché il figlio ha parlato (cf. Hebr 1.1) ma i profeti dell’Antico testamento hanno dei successori: i pastori predicatori. Questo richiederebbe un altro studio ma è chiaro che Dio chiama alcuni uomini per dedicarsi alla predicazione della parola.

Predicazione, non solo studio biblico, cioè portare gli uomini nella presenza di Dio attraverso l’esposizione potente della sua parola.

È significativo come, ad esempio, Paolo chiami più volte Timoteo “Uomo di Dio”, la stessa espressione applicata più volte a Elia in questo passo. C’è un chiaro legame fra le due chiamate.

Infatti, uno dei castighi peggiori che Dio possa infliggere a suo popolo è privarlo della sua parola e dei suoi predicatori. È quello che succede qui. Quando Dio ordina a Elia di lasciare Israele e recarsi a Sidone (v.3) non è per proteggerlo ma è il segno che Egli manda una “carestia della parola” (cf. Amos 8.11). Questo viene confermato dal Signore Gesù in Luca 4 quando ricorda nella sinagoga (Luca 4) che c’erano molte vedove in Israele ma Elia fu mandato ad una vedova straniera.

Applicazione: Il principale compito dei pastori è di dedicare un ammontare significativo di tempo ogni settimana alla preghiera “nella presenza del Signore” (v.1 letteralmente) e allo studio della parola. La predicazione non è un hobby per dilettanti ma una chiamata totale perché il mezzo “normale” che il Signore ha scelto per chiamare e fare crescere gli uomini è la predicazione della sua parola attraverso uomini chiamati a tale compito.

Pertanto, la pieta e l’abilità di predicare sono i criteri fondamentali che una chiesa deve ricercare quando cerca un pastore.

  • Parola creduta

La parola di Dio è veritiera, quindi va creduta.

Non è sempre facile credere. Pensiamo ad esempio a quello che Dio chiede a Elia o alla vedova.

Il Signore dice ad Elia che i corvi lo nutriranno poi una vedova. La vedova e l’orfano erano le due persone più povere nell’oriente antico quindi la prospettiva di essere nutrito da una vedova non doveva sembrare incoraggiante.

Alla vedova Dio chiede, tramite Elia, di usare ciò che le è rimasto per nutrire prima Elia con la promessa che rimarrà qualcosa per la sua famiglia. Era una domanda molto impegnativa che andava contro ogni istinto materno. In pratica, Dio chiedeva alla vedova di dargli la priorità nella propria vita.

La morte del figlio è stato un altro episodio traumatico. La vedova ha dovuto chiedere che Dio fosse compassionevole sebbene le circostanze sembrassero dimostrare il contrario. Non è facile credere la parola di Dio quando tutto sembra privo di senso.

Che il Signore ci aiuti a prendere la sua parola sul serio nel 2021. Che possiamo davvero affidarci a lui perché non abbiamo alternative. Come disse Pietro a Gesù “Signore, dove potremmo andare? Tu hai parole di vita eterna.”