(Appunti di sermone predicato il 20 dicembre 2020 a West Kilburn Baptist Church, Londra.)

Questa è una storia che fa parte della tradizione natalizia e che suscita tante domande senza risposte. Infatti, la tradizione della chiesa ha aggiunto molti dettagli non presenti nel vangelo (ad esempio il numero dei magi (tre), il fatto che fossero re, il loro nome etc.)

Il fenomeno della stella che guida i Magi è anche misterioso. Sembra chiaro che non fosse una stella nel cielo, altrimenti si fa fatica a capire come avrebbe potuto guidare i magi ad un villaggio particolare. È interessante notare che nel suo ultimo discorso, Balaam associa la venuta di Cristo ad una stella (Num 24.16) e Balaam era un esperto in divinazione della Mesopotamia (Dt 23.4)

Sembra anche chiaro che, contrariamente alla tradizione dei presepi, i magi non sono venuti a trovare cristo appena nato visto che hanno visto la stella più o meno due anni prima (v.16)

Il pericolo con una tale storia e di concentrarsi sulle domande senza risposte e dimenticare che questo è una storia vera ed importante.

È una storia vera. Questi “magi” non avevano una buona reputazione nella cultura cristiana ed è improbabile che Matteo avrebbe inventato tale storia in un vangelo destinato ad un pubblico essenzialmente ebreo se non fosse stata vera. Infatti, l’unico altro passo del NT in cui troviamo la stessa parola greca “magos” è Atti 13 in relazione al falso profeta Bar-Gesù.

Chi erano questi “magoi” come li chiama il testo greco? La parola designa originariamente i preti della religione Zoroastriana dell’Iran antico. Piu generalmente si riferiva a personaggi religiosi del medio oriente (probabilmente Mesopotamia) esperti nell’astronomia e astrologia (le due cose non erano distinte), l’interpretazione dei testi sacri, dei sogni etc.; in somma, personaggi a meta strada fra scienza, religione e superstizione.

Questa è anche una storia seria. È evidente che nei due primi capitoli Matteo vuole dimostrare che varie profezie in relazione alla venuta di Cristo sono state adempiute. La venuta dei Magi adempie le profezie che parlano dei popoli lontani non-ebrei che portano regali al Messia e lo adorano (cf. ad esempio Salmo 72 e Isaia 60)

Infatti, i due aspetti più affascinanti (a mio avviso) di questa storia sono il fatto che i Magi siano venuti a Cristo e che gli abbiano portato regali.

Venire a Cristo (v.1-10)

Questo passo illustra tre verità sul fatto di venire a Cristo

A. Venire a Cristo implica che Cristo sia venuto a noi:

Cristo è venuto nel mondo di nascosto. Nascosto ma glorioso.

Veniamo a lui perché è venuto a noi come dice Paolo in Tito 2.11 “La grazia di Dio è apparsa.”

Abbiamo preso l’iniziativa di ribellarci contro Dio; Dio ha preso l’iniziativa di venire a salvarci.

Questa è la bellissima verità del messaggio di natale: se siamo cristiani oggi, siamo come i magi. Siamo venuti ad incontrare Cristo presente nel mondo che non lo vede.

B. Venire a Cristo richiede umiltà.

La storia ci ricorda che la venuta di Cristo suscita tante reazioni contrastanti.

V.3: Erode era turbato e tutta la citta con lui. L’unico altro passo in Matteo dove dice che tutta la cita di Gerusalemme fosse turbata è Mt 21.10 (entrata di Cristo a Gerusalemme)

Molti aspettavano il Messia (cf. Luca 2.25).

Il punto interessante è il contrasto fra la reazione dei Magi e di Erode: gioia e ostilità.

I magi sono gioiosi perché hanno trovato un salvatore. Erode è ostile perché ha tutto da perdere (è il re ed è arrivato un altro re!)

Gli esperti della legge sembrano indifferenti ma sappiamo dal resto del vangelo che sono ostili a Cristo.

Domanda per noi: Natale è una buona o brutta notizia?

Se siamo poveri di Spirito e affamati di giustizia è una buona notizia. Se siamo soddisfatti di noi stessi e se ci affidiamo alle nostre forze o al nostro denaro è una brutta notizia. Come dice Maria nella sua preghiera in Luca 1, il messaggio di Natale è sovversivo (i poveri diventano ricchi ed i ricchi poveri)

L’attitudine di Erode è affascinante: in un certo senso crede perché prende la profezia sul serio. Dall’altro vuole uccidere Cristo. Questo ci ricorda la grande differenza fra credere in certi fatti riguardo Cristo e credere in Cristo. Erode non voleva umiliarsi per venire a Cristo.

Noi uomini siamo tutti di natura come Erode : vogliamo uccidere Cristo perché vogliamo essere i re della nostra vita.

C. venire a cristo richiede sforzo e sacrificio

Altro contrasto significativo: i magi hanno fatto uno sforzo notevole per venire a Cristo (se sono venuti da Babilonia avranno impiegato fra uno a due mesi) mentre gli esperti della legge che sanno che Cristo deve nascere a Betlemme vicino a Gerusalemme non sono interessati.

Venire a Cristo richiede sforzo e sacrifici. Cristo a detto “chiunque cerca trova” ma soltanto se si cerca sul serio. Molti dicono di non credere nella Bibbia o in Dio ma non si sono mai impegnati a studiare la questione seriamente.

D. venire a Cristo richiede una rivelazione dello Spirito Santo.

Punto evidente: i magi vengono da lontano per vedere cristo mentre quelli che vivono vicino non lo vedono.

Se crediamo in Cristo, è soltanto perché Cristo si è rivelato a noi.

Il nostro compito è di dire “vieni e vedi”, non di convertire le persone (cosa fuori della nostra portata)

Portare doni a Cristo (11-12)

La scena del v.11 è assolutamente incredibile. Questi magi sono chiaramente personaggi importanti (hanno acceso a Erode ed erano tradizionalmente alla corte dei re) e portato le cose più preziose dell’oriente antico ad un bambino apparentemente insignificante.

Nel mondo antico, offrire regali era un segno di sottomissione. cf. ad esempio Saul che non vuole presentarsi davanti a Samuel senza regali (1 Samuel 9)

A parte l’adempimento delle profezie sopramenzionate, c’è un evidente parallelo con la regina di Seba che portò regali a Salomone.

L’idea molto forte di questo passo (come dalle profezie di Salmo 72 e di Isaia 60) è che Gesù Cristo è attraente ed è degno di ricevere i regali più preziosi che possiamo offrire.

In questo fatto vedo una doppia sfida per noi:

A. Cristo è prezioso per noi? Se lo è, vogliamo portargli regali? Nell’AT portavano sacrifici a Dio e nel NT dobbiamo fare come insegna Paolo:

Romani 12.1: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale.”

Cristo merita il migliore di noi. Il nostro corpo, la nostra vita. Cristo ci ha dato la vita e gli diamo in dietro ciò che abbiamo ricevuto.

Cristo ci ha fatto un regalo: ha dato sé stesso per noi. Ricordiamoci: il regalo più bello quando veniamo a Cristo non è “la salvezza” o “il perdono” ma è Cristo stesso. Siamo chiamati ad una comunione eterna con lui.

B. l’altro punto che mi colpisce in questo passo è il fatto che Cristo sia attraente. Attira le persone a sé e gli portano regali.

Questo suscita una domanda: se Cristo è attraente, non dovremmo essere attraenti anche noi se siamo in lui? Dovremmo essere trasformati ed essere attraenti come lui.

Come mai la chiesa oggi non attrae le persone?

Vi lascio con questa riflessione sfidante di Martyn Lloyd-Jones (tratta da uno dei suoi sermoni sulle beatitudini):

Non mi stanco di ripetere che ciò che deve fare la chiesa non è organizzare campagne evangelistiche per attrare la gente di fuori ma cominciare lei stessa a vivere la vita cristiana. Se facesse quello, le nostre chiese sarebbero gremite.

Che il Signore ci aiuti a meditare su queste cose.

Se non sei ancora venuto a Cristo, chiedi ciò che hanno chiesto questi magi: “dove posso trovare Cristo.”

Se sei venuto a Cristo, portagli il regalo della tua vita e comincia a vivere sul serio la vita cristiana come descritta nel vangelo.