Secondo la Bibbia, l’uomo è composto da tre elementi distinti, corpo anima e spirito oppure soltanto da due, corpo e anima? L’anima e lo spirito sono due cose diverse oppure sono sinonimi? Possono sembrare domande piuttosto astratte ma la risposta ha delle conseguenze sul nostro modo di concepire la nostra relazione con Dio ed il nostro cammino cristiano.

Alcuni cristiani di tendenza mistica ritengono che l’uomo sia “tripartito”, corpo, anima e spirito. Secondo loro l’anima è la parte immateriale “inferiore”, cioè la sede dei sentimenti e dei desideri mentre lo spirito è la parte “superiore”, quella che ci permette di entrare in contatto con Dio.

Altri invece sostengono che la distinzione fra corpo ed anima non sia biblica ma un modello dualista tratto dalla filosofia greca. Il pensiero “ebraico” della Bibbia non farebbe nessuna distinzione, anzi l’anima (“nefesh” in ebraico) non è nient’altro che la vita. In effetti, anche gli animali hanno un nefesh o meglio “sono” un nefesh.

In realtà la Parola di Dio insegna che l’uomo è composto da due parte, una fisica, il corpo, ed una immateriale, chiamata anima o spirito. Molti errori derivano dal fatto di non vedere che la Bibbia usa i termini “anima” e “spirito” con flessibilità, senza attribuire a questi termini un significato preciso dal punto di vista scientifico o filosofico. Riassumiamo:

  • Nel Nuovo Testamento, la parola anima può significare soltanto la vita fisica ma spesso significa chiaramente di più, cioè la vita eterna che continua dopo la morte (“non temete coloro che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima” Mat 10.28)
  • La parola “nefesh” nell’Antico Testamento è usata 757 volte ed ha un significato variegato. Il significato principale è la vita (fisica). Anche gli animali sono delle “nefesh” viventi (ad esempio Gn 1.20). Ma la parola viene spesso usata per disegnare la sede delle emozioni ed i desideri dell’uomo oppure la persona intera. In questo senso adoriamo il Signore con la nostra “nefesh” come dicono spesso i Salmi. Infatti i Salmi usano la parola con tutti questi vari significati (comp Sal 6.3, 7.2, 10.3, 13.3, 25.1 etc.).
  • In Isaia 26.9, le parole “anima” e “spirito” sono chiaramente sinonimi ed interscambiabili.
  • Nel Nuovo Testamento, sia l’anima che lo spirito disegnano spesso la persona intera dell’uomo ed i termini sono chiaramente interscambiabili. Comp: Mt 26.38 e Mc 8.12 oppure Gv 12.27 e Gv 13.21.
  • Giacomo dice che un corpo morto è un corpo senza spirito e non senza anima come affermano i sostenitori dell’uomo “tripartito”. (Gia 2.26)
  • Quando Paolo parla dell’uomo “spirituale” (“pneumatikos”) parla dell’uomo rigenerato dallo Spirito santo, non da un uomo il cui “spirito” è stato “svegliato” da Dio. Il termine si riferisce all’azione o alla presenza dello Spirito di Dio. Anche una roccia può essere “pneumatika” ! Vedere: 1 Co 2.10, 14; 1 Co 10.4.

Soltanto due versetti nel Nuovo Testamento sembrano fare una netta distinzione fra anima e spirito, in contra distinzione con quanto dice il resto della Bibbia:

1 Tes 5.23: “Or il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l’intero essere vostro, lo spirito, l’anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.”

In questo versetto, Paolo usa un’accumulazione di termini per esprimere la completezza della santificazione che desidera per i credenti. Non intende offrire una descrizione precisa dei vari elementi che compongono la nostra umanità.

Ebr 4.12: “Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.”

La traduzione “dividere l’anima dallo spirito” è discutibile ed il testo originale dice “dividere l’anima e lo spirito”. Diamo troppo facilmente per scontato che l’autore parli di separazione fra due cose diverse. La parola greca tradotta “dividere” appare solo qui ed in Ebr 2.4 (non tradotta nella NR) dove significa piuttosto “distribuire, dividere pezzi da un tutto”. L’autore non parla di separare l’anima dallo spirito ma del fatto piuttosto di dividere dentro l’anima e lo spirito. Anche qui, “anima” e “spirito” sono usati per completezza ma non sono da intendersi come concetti diversi. Infatti, l’autore dice anche che la Parola di Dio giudica “sentimenti” e “pensieri del cuore”. Anche lì, i due termini non sono così distinti. Ad esempio, la parola tradotta “sentimenti” qui viene tradotta “credere” o “ritenere” in Atti 17.29.

In riassunto, la Bibbia insegna che l’uomo è composto da due parti: un corpo ed una parte immateriale, sede dei suoi sentimenti e pensieri, che la Bibbia chiama indifferentemente “anima” o “spirito”. È importante ricordare che la Bibbia non usa sempre i termini con la precisione scientifica che ci aspettiamo nella nostra cultura moderna. Non va letta come un manuale scientifico né come il codice civile.

L’idea di un uomo “tripartito” ha sempre condotto a delle concezioni errate della vita cristiana, in particolare ad una visione mistica nella quale ci sono due tipi di cristiani. Un tipo “inferiore” il cui “spirito” non è stato “svegliato” da Dio ed uno invece che ha raggiunto un livello superiore di consapevolezza spirituale attraverso una “seconda esperienza”. Ciò conduce ad una visione elitaria della fede nella quale alcuni hanno raggiunto un livello spirituale superiore.

In realtà, la Bibbia insegna che tutti i credenti sono stati rigenerati dallo Spirito Santo nello stesso modo. (1 Co 12.13) La differenza fra di loro dipende dalla loro ubbidienza al Signore nel cammino cristiano di tutti giorni e dalla loro vicinanza a Dio attraverso la meditazione regolare della sua Parola.

In effetti, il cammino cristiano è essenzialmente una questione di volontà più che di emozioni o sentimenti.

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