Forse uno dei concetti ebraici più importante di tutto l’Antico Testamento è quello di “giustizia” espresso attraverso la radice “ts-d-q”:

Verbo: tsadaq = essere giusto

Sostantivo: tsedeq o tsedaqah (forma feminile) = giustizia

Aggettivo: tsadiq = giusto.

Il termine appare anche nelle lingue semitiche antiche come l’akkadico, l’ugaritico, il fenicio o l’aramaico con il senso generale di “giusto” o “legittimo”.

Nell’Antico testamento, il significato fondamentale del concetto è quello di giustizia intesa come conformità ad una certa norma. Questa norma può essere il giudizio di Dio o delle norme morali o legali ammesse in un certo contesto. Il termine si applica anche agli oggetti conforme ad una norma definita come, ad esempio, pesi e misure.:

Lev 19:36 Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, hin giusto. [tsedeq]

Gen 6:9 Questa è la posterità di Noè. Noè fu uomo giusto,[tsadiq] integro, ai suoi tempi; Noè camminò con Dio.

Gen 30:33-34 Così da ora innanzi la mia giustizia [tsedaqa] parlerà per me in tua presenza quando verrai ad accertare il mio salario: tutto ciò che non sarà macchiato o vaiolato fra le capre e nero tra gli agnelli, sarà rubato, se si troverà presso di me”. Labano disse: “Ebbene, sia come tu dici!”

Ora, nelle lingue semitiche come l’ebraico esistono delle forme del verbo dette “forme derivate” che non esistono nelle nostre lingue europee. Queste forme derivate esprimono varie sfumature del verbo come, ad esempio, il passivo, il riflessivo. Nell’Ebraico biblico esistono in particolare due forme importanti in relazione al verbo “essere giusto”. La forma “Piel” e la forma “Hifil”

PIEL = fare sembrare innocente / risultare più giusto di qualcun’altro / Considerarsi giusto (i.e. cioè, questa forma derivata dal verbo non comporta l’idea di essere veramente giusto o di essere dichiarato giusto)

Ad esempio:

Ez 16:51 “Samaria non ha commesso la metà dei tuoi peccati; tu hai moltiplicato le tue abominazioni più dell’una e dell’altra; hai giustificato (traduzione non soddisfacente – il senso sarebbe “hai fatto sembrare giuste”) le tue sorelle, con tutte le abominazioni che hai commesse.”

Gr 3:11 ” Il SIGNORE mi disse: “L’infedele Israele si è mostrata più giusta della perfida Giuda.

Gio 32:2 La sua ira (Eliu) si accese contro Giobbe, perché questi riteneva che la propria giustizia fosse superiore a quella di Dio (letteralmente: “si faceva giusto [tsadaq nella forma Piel] da Dio”)

HIFIL = farsi che (causare) qualcuno sia giusto, dichiarare giusto, assolvere. L’idea è di dichiarare una persona giusta, non di trasformarla o migliorarla.

 As esempio:

Es 23:7 … perché io non assolverò il malvagio.

Dt 25:1 ” Quando degli uomini avranno una lite, andranno in giudizio e saranno giudicati. Sarà data ragione (= sarà assolto, dichiarato giusto) a chi è nel giusto e torto a chi è colpevole…

Pr 17:15 Chi assolve il reo e chi condanna il giusto sono entrambi detestati dal SIGNORE.

Is 53:11 … il mio servo, il giusto, renderà giusti (letteralmente: “fara’ dichiarare giusto / assolvere” [tsadaq nella forma hifil]) i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità.

Perché tutto ciò è importante?

Perché dimostra che nell’Antico Testamento, il concetto di giustificazione è un concetto puramente legale e non “trasformativo”: siamo dichiarati giusti (assolti), a prescindere della nostra giustizia intrinseca. Isaia 53.11 spiega come sia possibile. Ovviamente, questo concetto della giustizia si ritrova nel Nuovo Testamento.

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