Fra qualche settimana i cristiani celebreranno la festa di Natale che commemora la nascita del nostro Signore e Salvatore. Purtroppo, ci sono ancora delle chiese cosiddette cristiane nel mondo evangelico che non celebrano Natale a motivo che si tratta di una festa di origine pagana, che Cristo non è nato il 25 dicembre e che la Bibbia non ci comanda di celebrarlo.

Ora è perfettamente vero che il 25 dicembre era all’origine una festa legata alla mitologia greco-romana ed è anche vero che non conosciamo il giorno della nascita del nostro Signore. D’altronde è poco probabile che gli angeli avrebbero trovati dei pastori nei campi di notte durante l’inverno (Luca 2.8). Tuttavia i padri della chiesa, nella loro grande saggezza, hanno avuto l’idea di trasformare una festa pagana in festa cristiana per celebrare il mistero che si trova alla base della nostra fede: l’incarnazione di Dio. Ci hanno cosi offerto una ulteriore opportunità di contemplare la gloria del nostro Signore come Egli desidera (Gv 17.24) e di testimoniare pubblicamente nostra fede. Cosa chiedere di più ?

Ma cosa significa esattamente l’incarnazione di Dio ?

Significa che Dio è nato, cresciuto e vissuto come uomo. Questo uomo è Gesù Cristo. Ha accettato l’umiliazione di diventare una creatura, con tutte i limiti che ciò comporta. Natale ci invita a riflettere sul fatto che Dio è nato da una vergine e con un vero corpo umano come il nostro.

Cosa significa che Gesù Cristo è nato da una vergine ?

Significa che fu concepito dallo Spirito Santo nel grembo di Maria senza intervento umano. Contrariamente a quello che si dice spesso, non è la nascita di Cristo che è stata miracolosa ma il suo concepimento. Cristo è nato normalmente ! Come dice bene il teologo John Murray, “Lo Spirito Santo ha generato e Maria ha concepito.”

Perché era importante che nostro salvatore nascesse da una vergine ?

Spesso la nostra risposta istintiva a questa domanda è che Cristo non doveva ereditare la natura peccatrice di Adamo. Ma, almeno di credere nel dogma dell’immacolata concezione, Maria era un essere umano, peccatrice come gli altri e Gesù Cristo avrebbe dovuto ereditare la natura peccatrice di Adamo attraverso lei anche senza la partecipazione di Giuseppe. Non è neanche soddisfacente ipotizzare, come fanno alcuni, che Dio avesse soltanto usato il grembo di Maria “in affitto” per permettere una gravidanza normale, senza che Cristo abbia preso niente da lei. Infatti, Dio aveva promesso che la stirpe della donna (Eva) avrebbe schiacciato il serpente (Gn 3.15) ed era quindi necessario che Cristo fosse un discendente di Eva. D’altronde, l’umanità di Gesù Cristo doveva essere reale, non artificiale. L’unica spiegazione, e qui ritengo che si collochi il vero mistero dell’incarnazione, è che lo Spirito Santo ha miracolosamente santificato ciò che della natura umana di Maria è stato trasmesso a Gesù che è così diventato pienamente suo figlio senza ereditare il peccato d’Adamo.

Quindi se la Bibbia non esplicita nessun legame chiaro fra il concepimento virginale di Cristo e la sua “impeccabilità” (nel senso teologico – assenza di peccato) perché era importante che Cristo nascesse da una vergine ? Per almeno tre motivi.

  1. Perché Dio non poteva sottomettere la sua incarnazione in questo mondo alla volontà umana. Gesù Cristo, come coloro che rinascono in Lui, non è nato “da sangue né da volontà di carne né da volontà d’uomo ma da Dio” (Gv 1.13). Dio si è incarnato quando, dove e come ha deciso.
  2. Perché era cruciale che nessuno potesse dire che Gesù Cristo era soltanto un uomo “divinizzato”. Infatti, una delle principali eresie nei primi secoli del cristianesimo era la cosidetta eresia “adozionista”, cioè l’idea che Cristo era un uomo normale “adottato” da Dio o “divinizzato” ad un certo punto della sua vita. Invece Dio si è pienamente incarnato, non ha “fatto finta” divinizzando un essere umano qualsiasi.
  3. Perché era necessario che Cristo fosse l’inizio di una nuova umanità distinta dall’umanità adamica. In tal modo, il peccato di Adamo non era imputato a Cristo e non è più imputato a coloro che sono in Lui. Quando Paolo dice che Cristo è il “primogenito dei morti” (Col 1.18) e che se qualcuno è in Lui è una nuova creazione ( 2 Co 5.17) non parla invano. Vuole veramente dire che il piano di Dio è di ricreare una nuova umanità. Infatti, sia Adamo che Cristo generano nella loro immagine: confrontare Gn 5.3 con 1 Co 15.49 e Col 3.9-10. Questa nuova umanità è cominciata con la nascita, anzi con il concepimento di Cristo. C’è qualcosa da celebrare a Natale oppure no ?

Perché era importante che Gesù Cristo avesse un corpo umano come il nostro?

Per santificare la realtà fisica con la sua presenza (cf. Esodo 29.43). Dio voleva riscattare l’umanità nella sua completezza e, come diceva un vecchio puritano inglese, quello che non è stato assunto da Cristo non è stato riscattato. Il peccato non è solo un problema morale ma fisico come dimostrano le malattie e la morte. Cristo ha santificato il corpo umano nel Suo corpo senza peccato e ci ha pienamente riscattati come essere fisici.

Inoltre, Cristo ha dimostrato che un’umanità senza peccato è possibile. Si è incarnato in “carne simile a carne di peccato” (Ro 8.3), cioè Egli è venuto il più vicino possibile al peccato senza esserne contaminato.

Dio ha anche santificato la realtà quotidiana di questo mondo, incluso il lavoro.

Punti da meditare riguardo la nascita virginale di Cristo

Ce ne sono molti ma ne possiamo menzionare almeno tre:

  1. L’opera di Dio è al di sopra della nostra comprensione. Il vangelo comincia con Dio che diventa uomo attraverso una nascita virginale. Non c’è da meravigliare se molti uomini rifiutano di credere. L’intelletto umano è sconfitto in partenza e solo gli umili potranno mai accettare questo vangelo !
  2. L’umanità è senza speranza fuori da Cristo. La nostra natura è talmente corrotta che Dio ha dovuto ricominciare una nuova umanità in Cristo. Quando meditiamo su questo fatto capiamo quanto siano futili gli sforzi di essere giusti davanti a Dio.
  3. C’è speranza in Cristo perché Egli e l’inizio di una nuova umanità della quale possiamo fare parte se siamo uniti a Lui per fede. Il vangelo non è solo la speranza di un aiuto per andare avanti attraverso le varie prove della vita ma la promessa di una nuova creazione perfetta.

“ Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove !”  2 Co. 5.17

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Riassunto dei punti dottrinali essenziali secondo la teologia ortodossa cristiana riguardo l’incarnazione:

  • La seconda persona della Trinità (il Figlio) si è incarnata. Non il Padre né lo Spirito Santo. Le altre due hanno partecipato all’incrnazione perché l’opera della Trinità è indivisibile. Il Padre ha mandato e lo Spirito Santo ha concepito.[1]
  • Gesù Cristo ha due nature e due volontà ma è una persona sola. La sua natura divina è eterna mentre la sua natura umana fu creata con l’incarnazione.[2]
  • Gesù Cristo è risuscitato con un vero corpo, è asceso al Padre con un vero corpo e tornerà con un vero corpo.[3]
  • L’incarnazione era necessaria perché siamo esseri di carne e sangue. Pecchiamo in un corpo e abbiamo bisogno della redenzione del corpo.[4]
  • L’incarnazione è l’inizio di una nuova umanità.[5] Ci sono due umanità, una adamica e una in Cristo. Ogni essere umano che sia mai vissuto appartiene ad una delle due.[6] Coloro che appartengono all’umanità adamica sono condannati mentre coloro che sono in Cristo sono riscattati.[7]
  • La creazione materiale di Dio è buona ed Egli l’ha riscattata. Qualsiasi concezione filosofica o spiritualità che insegna che l’uomo deve sbarazzarsi del proprio corpo e diventare “spirito” per essere felice è satanica.[8]

[1] Mc 1.10-11, Gv 1.14, Fi 2.6-7

[2] Gv 8.58, 19.28

[3] Lu 24.39, At 1.9-11

[4] Ro 6.12, 1 P. 2.24

[5] Col 1.18,

[6] 1 Co 15.49

[7] 1 Co 15.50

[8] Gn 1.31

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