Cosa pensare degli argomenti a favore della teoria del triplice autore ? Vanno ricordati alcuni fatti fondamentali:

1. Non esiste nessuna prova testuale di una molteplicità di autori. Tutti i manoscritti ebraici di Isaia in nostro possesso includono il libro per intero senza nessuna interruzione e senza nessuna indicazione che lasci pensare che gli scribi facessero una distinzione fra varie parte del libro. In particolare, nel manoscritto di Isaia più antico in assoluto, quello di Qumran (secondo secolo avanti Cristo) il capitolo 40 segue direttamente, senza interruzione, il capitolo 39: il capitolo 39 finisce nella penultima riga in basso ad una colonna del manoscritto ed il capitolo 40 comincia direttamente sull’ultima riga della stessa colonna senza nessuna indentazione. I manoscritti di Qumran testimoniano di un’antica tradizione riguardo il canone della Bibbia ebraica quindi possiamo affermare tranquillamente che l’attribuzione dell’intero libro ad Isaia data almeno dal terzo secolo a.C.

2. Gli autori del Nuovo Testamento attribuiscono l’intero libro ad Isaia senza ombra di dubbio.

Di lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse: “Voce di uno che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”(Mat 3.3)

“...gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov’era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me…(Lu 4.17)

Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia… Or il passo della Scrittura che egli leggeva era questo: “Egli è stato condotto al macello come una pecora…(At 8.30,32)

Particolarmente interessante è il modo in cui Giovanni (12.38-40) mette insieme due brani di Isaia, uno dal capitolo 6, attribuito ad Isaia, ed uno dal capitolo 53 attribuito al “deutero Isaia”. Giovanni dice che quello che afferma Isaia nel capitolo 53 conferma quello che ha detto nel capitolo 6:

…affinché si adempisse la parola detta dal profeta Isaia: “Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? A chi è stato rivelato il braccio del Signore?”… Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: “Egli ha accecato i loro occhi e ha indurito i loro cuori, affinché non vedano con gli occhi, e non comprendano con il cuore, e non si convertano, e io non li guarisca”.

Isaia disse così secondo Giovanni per un motivo ben preciso: “Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò

Neanche il Signore Gesù aveva dubbi al riguardo:

E Gesù disse loro: “Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti, com’è scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me…” (Mc 7.6)

Pertanto, dal punto di vista del cristiano evangelico che accetta l’autorità del Signore e dei suoi apostoli, l’argomento è chiuso. Coloro che non accettano tale autorità non possono semplicemente scartare le affermazioni del Nuovo Testamento a motivo dell’ignoranza degli Apostoli o di Cristo. Sarebbe troppo facile. L’onere della prova contro l’unità del libro grava su di loro.

Ora, i loro argomenti sono a dire poco discutibili per ragioni che spieghero’ nella prossima parte.

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