“Ma, udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, (Giuseppe) ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione della Galilea, e venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno. (Matteo 2.22-23)

 

In questo versetto, l’evangelista Matteo racconta che Giuseppe è tornato dall’Egitto per abitare a Nazaret e ciò adempie una profezia dell’Antico Testamento riguardo al nostro Signore Gesù Cristo. Questa affermazione è piuttosto sconcertante e problematica per due motivi.

Innanzitutto, dal modo in cui Matteo si esprime sembrerebbe che Giuseppe sia venuto ad abitare a Nazaret per la prima volta dopo il suo ritorno dall’Egitto mentre in realtà sappiamo che era proprio originario di questo villaggio (Luca 2.4). Evidentemente Matteo lo sapeva ed il modo in cui si esprime è piuttosto in relazione a Cristo, ovvero, è il fatto che Gesù Cristo sia cresciuto a Nazaret che adempie la profezia. Ma questo è proprio il punto più problematico dell’affermazione di Matteo. L’Antico Testamento non dice mai che il Messia dovesse venire da Nazaret e il nome stesso Nazaret non compare mai nell’Antico Testamento. Infatti Nazaret era un villaggio di recente formazione e, a parte i vangeli, la prima traccia scritta del nome risale al IV secolo d.C. Come spiegare allora tale affermazione ? Matteo farebbe riferimento ad una profezia non contenuta nei libri ispirati degli Ebrei ? Non è concepibile.

Gli esegeti sono da sempre rimasti perplessi e varie spiegazioni sono state proposte, ognuna con delle difficoltà. Quali sono le possibili spiegazioni ? Matteo fa riferimento “ai profeti” in generale e non usa il solito vocabolo “dicendo” che usa normalmente quando propone una citazione dell’Antico Testamento. Questo suggerisce che Matteo non pensa ad una citazione specifica ma più ad un’idea generale espressa riguardo al messia nell’Antico Testamento.

La questione viene solitamente affrontata supponendo che Matteo abbia compiuto un gioco di parole fra la parola greca “Nazoraios” (Nazareno) ed una parola ebraica simile con un significato messianico. Varie parole sono state proposte: “neser” (ramo) usata per il Messia in Isaiah 11.1 oppure il verbo “neser” (custodire) usato per il Messia in Isaiah 42.6. Il problema con questi suggerimenti e che tale gioco di parola è invisibile in greco, lingua nella quale Matteo ha scritto il proprio vangelo.[1]

Il gioco di parole potrebbe funzionare se fosse con una parola greca usata nella Settanta (traduzione greca dell’Antico Testamento). L’unica possibile è la parola “Naziraios” (Nazireo) che compare solamente in Giudici 13.5 (“Sarà un nazireo”) e 16.17 in relazione con Sansone e questo è stata una delle soluzioni proposte per risolvere l’enigma dell’affermazione di Matteo. Questo suggerimento sembra più promettente in quanto il gioco di parole è possibile in greco e ci sono evidenti punti in comune fra la nascita miracolosa di Sansone e quella di Cristo. Sansone era sicuramente un tipo (sebbene molto imperfetto) di Cristo in quanto fu uno dei giudici che liberò temporaneamente Israele dai i suoi nemici. Come sempre, Cristo riuscì laddove i tipi dell’Antico Testamento fallirono. Quindi il riferimento a Sansone sarebbe teologicamente significativo. Però rimangono delle perplessità: Perché un riferimento a Sansone ? Perché proprio qui ? Poi è difficile pensare che Matteo abbia voluto paragonare Cristo ad un personaggio così discutibile come Sansone. Un’altra difficoltà è il fatto che nel capitolo 11 di Matteo (11.18-19) Cristo stabilisce proprio un contrasto fra il suo stile di vita e quello “nazireo” di Giovanni Battista che non beveva !

Un’altra soluzione, più paradossale ed audace ma che risale almeno fino a Girolamo nel IV secolo, è che la chiave dell’enigma sta precisamente nel fatto che Nazaret non sia menzionata da nessuna parte. Matteo esprimerebbe così l’idea che il Messia sarebbe stato uno uomo disprezzato che compare dal nulla. Certamente, Nazaret non era un villaggio con una grande reputazione come sappiamo dalla reazione di Natanaele in Givoanni 1.46. Se Natanaele, che veniva da Cana, a solo qualche chilometro da Nazaret, pensava così possiamo immaginare cosa pensavano in Giudea, supponendo che ne avessero sentito parlare !

In effetti, troviamo nell’Antico Testamento vari riferimenti al fatto che il Messia sarebbe stato disprezzato e rigettato (ad esempio in Zaccaria 11.4-14, 12.10, 13.7 e soprattutto in Isaiah 49.7 e 52.13-53.12.) Nel versetto di Isaiah 53.2 “Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo” esprime abbastanza bene l’idea del Messia che spunta fuori dal nulla, un’idea che, stranamente, ritroviamo in Giovanni 7.27: “Eppure, costui sappiamo di dov’è; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà di dove egli sia” anche se altri dicono qualche versetto dopo “La Scrittura non dice forse che il Cristo viene dalla discendenza di Davide e da Betlemme, il villaggio dove stava Davide?” (Gv 7.42). Dai versetti di Giovanni sembrerebbe che non ci sia stato unanimità sull’origine del Messia. Per alcuni doveva venire da Betlemme e per altri non si sapeva !

Potrebbe essere dunque che Matteo abbia cercato di esprimere tale idea con questo riferimento misterioso a Nazaret ed ai profeti ? Un Messia “figlio di nessuno” che spunta fuori dal posto sbagliato, che non si adegua alle aspettative del suo popolo e che viene pertanto rigettato ? Può darsi. Non c’è nessuna spiegazione semplice a questo versetto ma una cosa è certa: il modo che gli apostoli hanno di citare ed interpretare l’Antico Testamento è molto più complesso ed immaginativo di quanto spesso noi pensiamo.

 

[1] Alcuni ritengono che Matteo abbia originariamente scritto il suo vangelo in ebraico o aramaico e che la versione greca sia solo una traduzione. Anche se così fosse, il fatto sta che lo Spirito Santo ha dato il vangelo alla chiesa in greco ed è il testo greco che è ispirato. Pertanto, qualsiasi proposta di esegesi deve potere essere compatibile con il testo greco.

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