Il libro racconta vicende accadute nel VI secolo a. C., dal 605-530 a. C. circa. Israele è in esilio a Babilonia. L’esilio è accaduto in varie fasi: le tribù del nord già dal 722 av. C, poi Beniamino e Giuda in fasi successive. La prima fase accade nel 605 a. C. e Daniele, allora adolescente, fa parte di questa prima fase. I re d’Israele si ribellano e vengono castigati varie volte fino alla distruzione finale di Gerusalemme del 586 a.C. Il ritorno comincia nel 539 (Dn 1.21: Primo anno Ciro) = 45/65 anni dopo. Daniele continuerà a vivere a Babilonia (cf. 10.1 “il terzo anno di Ciro”).

Autore e Redazione

Presuppongo che Daniele sia l’autore del libro, un’idea rigettata dalla quasi unanimità degli esperti e studiosi di oggi, incluso, putroppo, gli esegeti cattolici (cf introduzione al libro nella Bibbia CEI) e buona parte degli esegeti evangelici. Tali studiosi datano la redazione nel II sec. a.C. e attribuiscono il libro ad un autore sconosciuto che inventa storie di liberazione divina ativata tramite un personaggio leggendario (Daniele) allo scopo di incoraggiare gli Ebrei alle prese con le persecuzioni di Antioco Epifane.

Non entro nel dettaglio argomenti (vedere Young).

Notiamo comunque le conseguenze di tale affermazione dal punto di vista teologico: c’è un abisso fra un’opera di finzione del II secolo a. C. e un resoconto di interventi miracolosi e rivelazioni di Dio veramente accaduti a Daniele. Nella Bibbia la parola di Dio è indissolubilmente legata alle sue azioni. I libri della Bibbia esistono perché Dio è intervenuto nella storia degli uomini ed ha parlato per spiegare il significato dei suoi interventi. È proprio perché Dio ha dimostrato la sua potenza e la sua affidabilità attraverso i suoi interventi e le sue rivelazioni che la sua Parola è affidabile. Pertanto, ritenere che il libro di Daniele sia una finzione non da alcuna garanzia che Dio possa soccorrere o neppure prevedere il futuro e non dà quindi nessun incoraggiamento.

Il valore teologico del libro (e di tutto l’AT) dipende dal legame indissolubile che esiste fra le promesse di Dio e le sue azioni, ovvero la sua capacità a prevedere, controllare la storia e salvare.

Messaggio fondamentale

Come punto di partenza, possiamo riassumere così il messaggio di Daniele: Dio ha mandato il suo popolo in esilio dalla terra promessa e lo ha sottomesso all’oppressione delle nazioni. Però Dio non lo ha abbandonato. Il popolo tornerà ad essere nella presenza di Dio alla fine dei tempi / negli ultimi giorni quando Dio avrà umiliato i re della terra e dato il regno eterno al “Figlio dell’Uomo”. Nel frattempo il popolo deve vivere a Babilonia, affidarsi a Dio e perseverare nella persecuzione.

Quindi ci sono tre aspetti: il Passato (popolo di Dio in esilio, come annunciato); il presente (guerra spirituale con Babilonia); il futuro (dimensione escatologica).

Quindi si tratta di un messaggio di incoraggiamento che apre una prospettiva più ampia sul futuro del popolo di Dio e dell’umanità. In tal senso, come vedremo, il libro rappresenta un ponte fra AT e NT.

Per capire il libro è importante studiarne la struttura e la collocazione nel canone.

Struttura del libro

Il messaggio fondamentale del libro è confermato dalla struttura dello stesso.

Il libro non è strutturato in ordine cronologico (ad es., Baldassar muore in cap.5 ma cf. 7.1)

La struttura più immediatamente visibile è la suddivisione fra una prima pate di tipo narrativo (capitoli1-6) ed una seconda parte oprofetica di genere detto “apocalittico (7-12)

Questa divisione è superficialmente soddisfacente ma c’è di più. Ci sono chiari paralleli fra le due parti, confermati da una similitudine di vocabolario che suggerisce una struttura chiastica:

Paralleli:

Capitolo 2 // capitoli 7-9: sogni, quatro regni, riferimento a Davide e regno di Dio; fine dei tempi.

Cap. 3// cap. 6: due storie di persecuzione; decreto di morte; menzione esplicita di fede in Dio; interventi di angeli; risposta positive del re e promozione.

Cap. 4 // cap. 5: due storie di re umiliati; rivelazione ai re; Daniele “in cui c’è lo spirito degli deì santi” (4.8-9, 18; 5.11,14)

Questo lascia il capitolo 1 ed i capitoli 10-12 come struttura portante del libro e suggerisce che all’esilio iniziale a Babilonia (cap.1) si contrappone una liberazione / redenzione di dimensione cosmica che coinvolge tutta l’umanità e include la risurrezione dai morti

Struttura chiastica: Inizio con l’esilio > finisce con il ritorno:

1. Capitolo 1: esilio

> 2. Capitolo 2: quattro regni + regno eterno

>>> 3. Capitolo 3: fedeltà e salvezza dalla persecuzione

>>>>>> 4. Capitolo 4 & 5: re / potere umano umiliato

>>> 3a. Capitolo 6: fedeltà e salvezza dalla persecuzione.

> 2a. Capitoli 7-9: quattro regni + regno eterno

1a. Capitoli 10-12: ritorno dall’esilio

Possiamo quindi identificare i seguenti temi fondamentali: esilio & liberazione; guerra spirituale; salvezza & giudizio; sovranità di Dio sulla storia e sulle nazioni che opprimono il suo popolo.

 

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