Puo’ un cristiano farsi un tatuaggio ? Cosa ne dice la Bibbia ?

L’unico riferimento esplicito ai tatuaggi è in Levitico 19.27-28:

“v.27 Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, e non ti raderai i lati della barba. V.28 Non vi farete incisioni nella carne per un morto, né vi farete tatuaggi addosso. Io sono il SIGNORE.”

C’è un legame fra i divieti riguardo i capelli e la barba nel v.27 e quello riguardo i tatuaggi nel v.28. Lo mostra il versetto parallelo in Deuteronomio 14.1 (anche se la parola “incisione” è diversa da Lev 19.28):

Voi siete figli per il SIGNORE vostro Dio; non vi fate incisioni addosso e non vi radete tra gli occhi per un morto.”

Ci sono due problemi nell’applicare questi versetti a noi cristiani:

  1. Le leggi mosaiche non si applicano direttamente ai cristiani perché sono state compiute in Cristo. Quindi non si può semplicemente prendere un divieto nel Levitico ed imporlo ai cristiani. Quello che si applica a noi sono i principi morali che stanno alla base delle leggi mosaiche e non è sempre così facile definirli. Ad esempio, coloro che si oppongono ai tatuaggi non direbbero che sia vietato tagliarsi i capelli in tondo ai lati del capo !
  1. La traduzione del versetto in Levitico è difficile. La parola tradotta “tatuaggio” (ebraico “ketovet qa’aqa”) appare solo qui nell’Antico Testamento e la traduzione “tatuaggio” è un’ipotesi basata sul contesto. “ketovet” esprime l’idea di “iscrizione” mentre “qa’aqa” non si sà. Il versetto dice letteralemnte:

No farai nella tua carne incisioni per un cadavere e non farai a te stesso iscrizioni qa’aqa.”

Dal versetto parallelo in Deuteronomio, e’ chiaro che il divieto sia di farsi delle incisioni o rasarsi in un certo modo in segno di lutto per i defunti (Vedere anche Geremia 16.6 e 47.5). Questo era vietato perché Israele non doveva seguire le pratiche pagane dei popoli intorno a loro e dovevano accettare la realtà della morte. Queste incisioni e iscrizioni avevano probabilmente un significato religioso. Probabilmente c’è anche l’idea che fare incisioni nel corpo sia una mancanza di rispetto per il proprio corpo e quindi anche per Dio ma questa idea non è esplicita. Ma non ci sono differenze fra un tatuaggio e delle incisioni ?

Perciò, questi versetti non ci danno una risposta chiara per quanto riguarda i tatuaggi. Piuttosto, la risposta va cercata in relazione al modo in cui dobbiamo usare il corpo che Dio ci ha dato. Il principio fondamentale è che il nostro corpo appartiene a Dio, non a noi stessi e che dobbiamo quindi usare il nostro corpo per la gloria di Dio come un bene che ci è stato affidato. Il passo centrale è in 1 Corinzi 6:

v.18: “Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo.” v.19-20: “non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.”

La domanda per un cristiano è quindi se i tatuaggi siano compatibili con questi principi. Posso glorificare Dio con un tatuaggio ? Posso farmi un tatuaggio con la coscienza a posto ? Queste sono il tipo di domande che ognuno deve farsi davanti a Dio. Per quanto mi riguarda, non potrei farmi un tatuaggio con buona coscienza perché il fatto di apporre un’immagine o iscrizione indelebile sul mio corpo non mi sembra un segno di rispetto per il corpo che Dio mi ha dato. Questo mi sembra diverso dal fatto di semplicemente portare ornamenti come gli orecchini, che possono essere tolti.

Ovviamente, per adolescenti non-cristiani, questi discorsi non si possono fare. Forse si può piuttosto fare presente che il tatuaggio è qualcosa di definitivo e che quindi occorre essere proprio convinti che sia la cosa giusta da fare. Chi mi dice che non cambierò idea più tardi ? Perché non aspettare e riflettere di più ?

In ogni caso, è chiaro che farsi un tatuaggio, anche se fosse da ritenersi un peccato, non sarebbe comunque il “peccato imperdonabile” ! Quindi un genitore forse non deve peoccuparsi più del dovuto ma affidarsi a Dio anche per questo. Se un adolescente si fa un tatuaggio e un giorno se ne pente perché diventa convinto che sia un peccato, Dio perdonerà come perdona tante altre cose.

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