Giovanni sente e vede di nuovo Cristo dopo circa 40, 50 anni ! (v.10: “udii una voce…”).

Giovanni era un pescatore ma la venuta di Cristo ha cambiato la sua vita. Ora è un cristiano e soffre a causa di Cristo (v.9-10). È in esilio a Patmos, una piccola isola vicino alla costa della Turchia.Ha bisogno di incoraggiamento quindi Cristo gli da una visione della Sua gloria.

Anche noi oggi abbiamo bisogno di vedere la gloria di Cristo. Paolo dice in 2 Co 3.18: “contemplando la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo lo Spirito.” Il nostro più grande bisogno nella vita cristiana è di essere trasformaticontemplando regolarmente la gloria di Cristo.

Dove contempliamo la gloria di Cristo?

Nella Parola di Dio. (V.11 & 19: “scrivi quello che hai visto”.)

Punto importante: Cristo sarebbe potuto apparire a tutte le sette chiese. Invece, è apparso solo a Giovanni e gli ha chiesto di scrivere quello che ha visto per le sette chiese. Anche noi vediamo la gloria di Cristo nel Vangelo. Molti vorrebbero vedere o toccare Cristo. Altri cercano esperienze spirituali o sovrannaturali. Altri ancora si affidano a profeti auto-nominati che pretendono di ricevere rivelazioni dallo Spirito Santo.

Invece, questo passo ci ricorda questo principio fondamentale: gli apostoli hanno ricevuto le rivelazioni e le visioni. Noi riceviamo un libro: la Bibbia. Contempliamo la gloria di Dio nella Sua Parola. Pertanto niente può sostituire lo studio regolare della Parola. Abbiamo bisogno di contemplare Cristo e lo troviamo proprio lì.

Come contempliamo la gloria di Cristo?

Contempliamo insieme come chiesa. Tutto il libro dell’Apocalisse è una lettera scritta alla chiesa (le 7 chiese del v.11 simboleggiano tutte le chiese, anche la nostra a Trento).

V.9: “il vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza”: È così che dovremmo vedere i nostri fratelli e sorelle nella chiesa. Malgrado le nostre preoccupazioni quotidiane, la chiesa non è un qualcosa di accessorio nella nostra vita, una sorta di appendice. Cristo stesso chiede di scrivere alle chiese e appare in mezzo ai candelabri che rappresentano la chiesa. Cristo è in mezzo a noi nella chiesa di Trento e la chiesa è la Sua principale preoccupazione. Quindi deve essere anche la nostra.

Giovanni sottolinea anche l’importanza della “domenica”. Cristo è apparso il “giorno del Signore” (v.10). Questo è un dettaglio non banale. Dimostra che già all’epoca del Nuovo Testamento, la domenica era considerata la giornata speciale per il Signore e non più il sabato.

I cristiani si riuniscono di domenica e non più di sabato perché Cristo è risorto dai morti una domenica e la sua risurrezione cambia tutto. Il nostro modo di spendere la domenica è un indicazione di quanto la Sua risurrezione abbia cambiato la nostra vita. I cristiani inglesi del Seicento dicevano che la domenica è il “giorno di mercato dell’anima.” Dobbiamo vedere la domenica non come un peso ma come un dono ed un’opportunità di pensare di più al Signore che negli altri giorni.

Cosa vediamo quando contempliamo Cristo?

La visione che descrive Giovanni sottolinea tre cose essenziali da tenere in mente quando pensiamo a Cristo e a come Egli è oggi.

Cristo è un uomo:

v.13: “simile a Figlio d’uomo”. V.18: Era morto ma è vivente. Colui che regna su questa terra è un uomo. Uno come noi. È un fratello.

Cristo è Dio:

v.17: “il primo e l’ultimo.” = alfa e omega, onnipotente.

I V.14-15 sono anche molto significativi perché la descrizione di Cristo è uguale a quella di Dio in Daniele 7:9-10: “La sua veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo erano simili a lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono…

Cristo è sia salvatore che giudice.

Cristo è vittorioso, in particolare sulla morte: v.18: tiene le chiavi della morte & dell’Ades: cioè, ha pieno controllo della morte, sia il passaggio che il luogo dove sono i morti.

Questo è un incoraggiamento. “Non temere.”

Ma Cristo è anche un giudice (v.16: spada esce dalla bocca) e fa paura. Giovanni non ha potuto reggere la visione della Sua gloria ed è caduto per terra come morto.

Un giorno il Cristo descritto qui tornerà e tutti lo vedranno. In quel giorno il mondo piangerà. Noi cosa faremo? Saremo contenti di vederlo? Se abbiamo messo la nostra fiducia in Cristo sentiremo la sua voce che ci dice “non temere.”

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che deve giudicare i vivi e i morti, predica la parola, insisti in ogni occasione.” (2 Ti 4.1-2)

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