v.24 “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.

v.25 “In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.”

v.28 “l’ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori;

v.29 “quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio.

Nel versetto 24, Cristo afferma che per il credente, la risurrezione è una realtà presente. È la cosa più significativa di questa bellissima promessa. Cristo non dice che chi crede “avrà” vita eterna ma dice che ce l’ha adesso.

La traduzione “chi ascolta” nel v.24 puo condurre ad un malinteso. È importante capire che nell’originale greco, non c’è differenza fra “ascoltare” e “udire”. Il Signore usa lo stesso verbo in v.24, 25 e 28. Se uno “ode” la voce del Figlio ha vita eterna. Quindi, in questo passo non si parla di voler ascoltare o no, si parla del fatto di udire o di non udire. I morti non scelgono di ascoltare oppure no.

Ora, per risorgere, bisogna essere morto ! Ciò significa che prima di credere siamo morti. È quello che Cristo afferma nel versetto seguente.

Il v.25 parla della “conversione”, ovvero della risurrezione spirituale: è ovvio perché (a) parla del presente (l’ora è già venuta) e (b) parla della risurrezione fisica nel v.28. “Udire” non fa riferimento alla proclamazione del vangelo perché molte persone sentono il vangelo predicato e non credono. Invece, nell’affermazione di Cristo, tutti quelli che odono vivono.

Pertanto, il Signore spiega che la conversione è un atto sovrano di ricreazione che Dio Figlio compie con la voce. Come il Dio dell’Antico Testamento opera con la voce (Salmo 29) il Figlio vivifica con la voce. La conversione non dipende da noi. Se udiamo la voce, crediamo a veniamo e Cristo perché non possiamo fare altrimenti. Quando qualcuno risorge, non può scegliere di rimanere morto !

Alla fine dei tempi Cristo compirà la stessa operazione con la sua voce, questa volta con la risurrezione fisica.

Giovanni dice in Apocalisse 20 “beati coloro che hanno parte alla prima risurrezione”. Infatti, si vedrà proprio la differenza nell’ultimo giorno.

Il v.29 non insegna la salvezza per le opere come alcuni hanno pensato. Insegna che il giorno del giudizio sarà un giorno dove giustizia sarà fatta in modo pubblico, alla luce del sole. Le opere di ciascuno riveleranno se chi le ha fatte ha creduto in Dio oppure no. La chiave del v.29 si trova in una precedente affermazione in 3.20-21:

Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio

In quel giorno, verremo alla luce ed il mondo intero vedrà che le nostre opere sono fatte in Dio !

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