Cosa concludere da tutto ciò ?

Il ministero apostolico era un ministero unico svolto da persone scelte da Cristo stesso ed è un ministero irripetibile. Fatto sta che nessuno oggi dimostra gli stessi poteri e compie le opere degli apostoli.

In particolare, è cruciale notare che gli apostoli non avevano “la convinzione interiore” di essere stati chiamati dallo Spirito Santo nè una “conferma” soggettiva da parte di un gruppo di chiese. Erano stati chiamati direttamente e personalmente da Cristo stesso. Hanno sentito la voce di Cristo e visto Cristo. Non c’era niente di soggettivo nella loro chiamata.

Il ministero apostolico è un ministero di fondamento, non di compimento. Nel Nuovo Testamento non si dice mai che gli apostoli sono necessari per completare il grande mandato di fare discepoli in tutte la nazioni. Erano necessari per iniziare tale processo. Tra l’altro, il mandato di Cristo di essere i suoi testimoni “fino all’estremità della terra” (At 1.8) è stato compiuto nel senso che hanno iniziato il lavoro.

Col 1.6: “Esso [il vangelo] è in mezzo a voi, e nel mondo intero, porta frutto e cresce, come avviene anche tra di voi, dal giorno che ascoltaste e conosceste la grazia di Dio in verità.”

I padri della chiesa non hanno trascurato il dono o il ministero dell’apostolo; hanno concluso giustamente, alla luce delle Scritture, che il ministero apostolico era unico ed era ormai concluso. Questa conclusione è stata condivisa da tutta la chiesa, durante il periodo medievale, i Riformatori, la tradizione riformata ed il mondo protestante fino alla fine del ventesimo secolo.

Pertanto, non ci sono apostoli oggi e non ce ne sono stati dopo la morte degi apostoli di Cristo. L’unica cosa “apostolica” nella chiesa di oggi è il messaggio del vangelo che ci è stato trasmesso dagli apostoli e che dobbiamo custodire e proclamare.

Credere nell’esistenza di un ministero “apostolico” oggi è l’espressione sia di una confusione teologica che di una visione riduttiva ed egocentrica della storia che ci induce a trascurare l’insegnamento dei cristiani che ci hanno preceduti perché pensiamo, ingenuamente, di vivere in un’epoca “speciale”.

È tragicamente ironico che in denominazioni cosiddette “protestanti” ci sia una confusione fra il messaggio e la persona degli apostoli. Questo dimostra come l’idea di una “successione apostolica” non sia una tentazione soltanto per altre denominazioni Cristiane.

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