Cosa insegna la storia della chiesa antica ?

I primi cristiani stessi ci insegnano che non ci sono più apostoli.

Già alla fine del Nuovo Testamento, è chiaro che gli apostoli vengono visti come persone a parte con un ministero unico:

2 P 3.1-2: “Carissimi, questa è già la seconda lettera che vi scrivo; e in entrambe io tengo desta la vostra mente sincera facendo appello alla vostra memoria, perché vi ricordiate le parole già dette dai santi profeti, e il comandamento del Signore e Salvatore trasmessovi dai vostri apostoli.”#

Giu 17: “Ma voi, carissimi, ricordatevi di ciò che gli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo hanno predetto...”

L’autore della lettera agli Ebrei fa una chiara distinzione fra gli apostoli e la seconda generazione dei cristiani:

Eb 2.3-4: “come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata annunziata prima dal Signore, ci è stata poi confermata da quelli che lo avevano udito, mentre Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con doni dello Spirito Santo, secondo la sua volontà.”

Questo passo è significativo perché l’autore si rende conto che gli apostoli avevano un ministero unico e dei doni unici e che il loro ministero si colloca nella generazione precedente.

La tradizione post-apostolica

I primi autori cristiani (i cosiddetti “padri della chiesa”) danno per scontato che il ministero apostolico era unico e concluso. Cosa ci fa pensare che sappiamo meglio di loro, noi che viviamo venti secoli dopo ? Possiamo ricordare alcuni di loro, quali ad esempio:

La prima lettera di Clemente: “Gli apostoli hanno ricevuto per noi dal Signore Gesù Cristo la buona novella. Gesu Cristo è stato mandato da Dio. Pertanto, il Cristo viene da Dio e gli apostoli da Cristo” (1 Cl. 42.1-2)

Ireneo di Lione: “Abbiamo conosciuto l’economia della nostra salvezza non da altri che da coloro che ci recarono il vangelo , che essi dapprima predicarono e poi, per volontà di Dio, trasmisero nelle Scritture perche fosse per noi “fondamento e colonna” della nostra fede.” (Contro le Eresie 3.1.1)

 

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