La morte fisica 

Cosa succede al momento della nostra morte fisica?

Siamo immediatamente nella presenza del Signore oppure rimaniamo incoscienti, aspettando la risurrezione del nostro corpo. In linea di principio, occorre cercare la risposta a questo tipo di domande nel Nuovo Testamento dove la rivelazione di Dio per quanto riguarda “le ultime cose” (l’escatologia) è molto più esplicita che nell’Antico Testamento.

Il fatto che la morte nel Nuovo Testamento venga a volte definita “addormentarsi” ha spinto alcuni commentatori a pensare che siamo totalmente incoscienti nella morte fino al ritorno di Cristo.

È vero che la Bibbia è molto discreta su questo argomento e si concentra molto di più sulla risurrezione fisica che accadrà al ritorno del Signore. Occorre stare attenti a non avventurarsi in speculazioni azzardate su tali misteri. In particolare conviene rigettare con forza tutte le speculazioni di coloro che pretendono di avere “visto” l’aldilà ed essere tornati. Molte persone che sono state vicine alla morte, forse in uno stato comatoso, hanno scritto la loro testimonianza e pretendono avere intravisto la realtà “dall’altra parte.”

Un versetto della Bibbia condanna queste speculazioni:

Eb 9.27: “… è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio.”

Quindi non c’è nessuno che sia tornato dalla morte, moriamo una volta sola.

Sebbene la Bibbia sia molto discreta sulla questione, sembra comunque dire che i defunti che sono morti in Cristo entrino immediatamente nella presenza del Signore. Ad esempio, Paolo dice in Filippesi 1 che preferisce andarsene ed essere con il Signore. Sembra aspettarsi di essere immediatamente nella presenza del Signore.

Due versetti sono ancora più chiari:

Lu 23:43: “Gesù gli disse: “Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso”.

Rev 6:9-10: “Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di quelli che erano stati uccisi per la parola di Dio e per la testimonianza che gli avevano resa. Essi gridarono a gran voce…

La promessa di Cristo sembra chiara. Assumete che il ladrone si addormenti per secoli prima di avere coscienza di essere nella presenza del Signore sembra un’interpretazione priva di fondamento. L’interpretazione dei testimoni di Geova secondo la quale dobbiamo leggere “Ti dico oggi che…” è inaccettabile in quanto la formula “In verità ti dico oggi” non si riscontra mai nei vangeli. Del resto cosa vorrebbe dire “ti dico oggi”? ti dico una cosa oggi ma un’altra domani ?

Possiamo anche aggiungere che Mosè è apparso insieme a Gesù durante la sua trasfigurazione. Ciò sembra indicare che Mosè si trova nella presenza di Dio, ameno di speculare che sia stato svegliato per l’occasione !

Invece, per quanto riguarda coloro che muoiono fuori da Cristo, la Bibbia non dice niente. Non sappiamo qual è la loro sorte dalla morte fino al ritorno di Cristo e conviene quindi astenersi da qualsiasi speculazione. La storia del ricco e di lazzaro in Luca 18 non può essere presa alla lettera in quanto molti dettagli inverosimili indicano abbastanza chiaramente che si tratta di una parabola: ad esempio la descrizione materiale dei luoghi, con una voragine, una fiamma, la richiesta di un po’ d’acqua, la possibilità di comunicare da un luogo all’altro, nonché il ruolo insolito di Abramo e la divisione fra ricchi da una parte e poveri dall’altra che non corrisponde all’insegnamento delle Scritture.

Pertanto, laddove la Scrittura non da informazioni chiare, occorre applicare il principio di Deuteronomio 29.29 !

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