Cosa succede quando moriamo ?

Per cogliere appieno l’insegnamento della Scrittura sulla morte, è necessario suddividere questa domanda in tre sotto domande:

Cosa succede al momento della rigenerazione ?

Cosa succede al momento della nostra morte fisica ?

Cosa succede al ritorno del Signore ?

La rigenerazione

Il momento della nostra “conversione”, ovvero quando ci ravvediamo dei nostri peccati per affidarci a Cristo, è descritta nella Parola come una “rigenerazione”, una “ricreazione” ovvero una “risurrezione.” Qualcosa succede in noi; qualcosa è ricreato e non muore più.

Mt 22:31-32: “Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: “Io sono il Dio d’Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe”? Egli non è il Dio dei morti, ma dei vivi.””

Gv 5:24-25: “In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno.”

Gv 11:25-26: “Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai,”

2 Co 5:17: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.”

Ef 2:6: “ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nel cielo in Cristo Gesù.”

L’affermazione di Paolo in Efesini 2 è particolarmente notevole: la nostra conversione è una prima risurrezione, prima di quella del nostro corpo che avverrà al ritorno di Cristo.

Quindi affrontiamo la morte fisica consapevoli del fatto che qualcosa in noi è già risuscitato e non muore più. Questo è come una “caparra” del premio che riceveremo, la vita fisica eterna con un corpo rigenerato.

Ciò significa che la nostra morte fisica, sebbene comporti la separazione dai nostri cari su questa terra, non costituisce affatto una separazione da Dio. La nostra relazione con Dio continua inalterata.

È questo che il Signore esprime in modo cosi forte nella sua risposta ai sadducei in Matteo 22: Dio non è il Dio dei morti. Quindi il fatto che Dio chiami se stesso il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe significa che questi patriarchi sono tuttora vivi. Come diceva Calvino commentando su questo brano, Dio non perde mai i propri amici.

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