Perché moriamo ?

Nella nostra società scristianizzata, gli uomini danno per scontato che la morte sia un fenomeno biologico naturale. Tutte le cose viventi hanno una certa durata e muoiono. La nostra esperienza conferma questo fatto: tutti gli esseri viventi muoiono.

Tuttavia, l’insegnamento della parola di Dio è ben diverso: la morte non è un fenomeno biologico naturale ma un castigo di Dio per il peccato.

Gen 2:17: “…nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai”.

Gen 6:3: “…nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni.”

Rom 6:23: “perché il salario del peccato è la morte.”

Rom 8:10: “…nonostante il corpo sia morto a causa del peccato…”

1Co 15:56: “Ora il dardo della morte è il peccato…”

È molto importante capire che non eravamo fatti per morire. Siamo destinati all’immortalità. Quindi la morte non è un una cosa naturale ma è il segno della condanna generale di Dio sull’umanità per il peccato. Questo è la triste realtà del peccato originale: abbiamo ereditato il peccato, la colpevolezza e la natura corrotta del primo uomo. La morte dei neonati ne è un segno evidente: non hanno fatto niente di male ma sono cumunque coinvolti in questa condanna generale.

Questo cosa cambia? Cambia il fatto che se la morte è fondamentalmente un castigo per il peccato, il cristiano è in una posizione diversa davanti alla morte rispetto al non cristiano perché i suoi peccati sono stati perdonati. Come cristiani sappiamo che siamo peccatori e che abbiamo ereditato la natura peccatrice del primo uomo ma sappiamo anche che siamo stati riscatati dalla colpevolezza e dal potere del peccato, e quindi dalla morte.

Questo fa sorgere un’altra domanda: allora perché i cristiani muoiono ?

Dopo tutto, se i nostri peccati sono stati perdonati, perché il nostro corpo non può vivere in eterno da adesso ? Perché non è il piano di Dio. Anche se siamo stati perdonati e rigenerati, questo corpo è ancora segnato dal peccato e deve morire. Il piano di Dio non è di “riparare” questo corpo ma di crearne uno nuovo.

1Co 15:50: “Ora io dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né i corpi che si decompongono possono ereditare l’incorruttibilità.”

Come vedremo, Paolo non sta dicendo che non si può ereditare il regno di Dio con un corpo. La “carne” e il “sangue” in questo contesto si riferiscono alla carne presente, corrotta dal peccato.

In ogni caso, per il cristiano la morte non significa “morire a causa del peccato” ma piuttosto morire “al peccato”. Uno dei vantaggi della morte fisica, come vedremo, e che non pecchiamo più.

Il Catechismo di Heidelberg del 1563 lo esprime molto bene:

Domanda 42: Ma poiché Cristo è morto per noi, come mai dobbiamo morire anche noi ?

Risposta: la nostra morte non è un pagamento per il nostro peccato ma solo una morte ai peccati e un ingresso nella vita eterna.

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