Questa lettera contiene due temi chiave: la verità e l’amore. Sono due temi essenziali per la nostra fede. Non c’è fede senza verità e senza amore.

Putroppo oggi questi due concetti non hanno più nessun significato. La verità è concepita in termini solamente soggettivi (“quello che fa per me è vero”) e l’amore è usato per giustificare qualsiasi cosa, anche la più immorale.

Quindi è importante ricordarci ciò che Giovanni ha da dire su questi due temi.

La Verità

Giovanni dice tre cose:

La verità esiste.

Noi abbiamo messaggio per il mondo: la verità esiste. Una verità oggettiva. Non è un libro o un’idea, è una persona: Cristo incarnato. Dio venuto in Cristo. (v.7 & 9 chiaro parallelo fra Dio / Cristo e Padre / Figlio. Figlio & Dio = Padre). Ciò che negano gli anticristi non è che Gesù fosse esistito ma che sia “venuto in carne”, cioè la sua dimensione sovranaturale, divina.

Questo ci ricorda che conoscere Dio non significa sapere molte cose su Dio, sulla Bibbia o sulla religione. Conoscere Dio significa vedere Dio in Cristo.

Non dobbiamo vergognarci di dire che abbiamo trovato (o meglio “incontrato”) la verità: Cristo.

Solo la verità salva.

Cristo lo dice in Gv 17.3: La vita eterna è Conoscere il vero Dio e il Cristo che Dio ha mandato. Non c’è salvezza fuori da Cristo.

La salvezza ci mette in comunione con Cristo. Siccome la verità è una persona, questa verità sarà con noi per sempre: v.2. anche le benedizioni sono al futuro nel v.3 (“Saranno con noi”)

Contrariamente a quello che afferma l’Islam, il Cristianesimo non è la “religione del libro”. È la “religione” di una persona: Cristo. Noi seguiamo una persona.

La Bibbia è solo un libro e un libro non può salvare nessuno. La Bibbia ci interessa solo perché rende testimonianza a Cristo, dall’inizio alla fine.

Solo il vero Cristo salva, colui che è Dio in carne, morto per i nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione (Ro 4.24)

La verità va difesa.

Giovanni ci ricorda che è in atto una guerra spirituale. Non dobbiamo essere sorpresi. Gli anticristi sono “usciti” nel mondo (v.7). Questa espressione particolare fa riferimento alla loro origine sovrannaturale. Nel suo vangelo, Giovanni ci dice che Cristo è “uscito” (letteralmente nel greco) dal Padre nel mondo (Gv 8.42, 16.28)

Anche gli anticristi sono stati mandati da qualcuno, non capitano per caso.

Negano il cardine della nostra fede: Cristo venuto in carne. È questo che da’ fastidio al mondo.

Quando condividiamo la nostra fede non dobbiamo mai dire semplicemente che “Crediamo in Dio”. Tanti dicono di credere in Dio. Dobbiamo fare risaltare Cristo: crediamo in Cristo.

Oggi si parla di dialogo interreligioso. Dialogare è sempre una cosa positiva ma il dialogo ha i suoi limiti. Se qualcuno nega la divinità ed il sacrificio di Cristo non c’è nessun accordo possibile con il Vangelo.

Inoltre, Giovanni ci dice di non assecondare gli anticristi (v.10-11). Questi versetti sono spesso stati fraintesi e strumentalizzati.

Giovanni parla esclusivamente di persone che negano la divinità Cristo. Le sue direttive vanno poste nel contesto dell’epoca dove c’erano molti predicatori itineranti e non c’erano alberghi. Tanti di loro chiedevano ospitalità. Giovanni sta dicendo che non dobbiamo in nessun modo dare aiuto a coloro che predicano un falso vangelo. Ciò non significa che non possiamo condividere la nostra fede con loro.

Ad esempio, è perfettamente accettabile ricevere un testimone di Geova in casa per una chiacchierata ma non è accettabile mettere il nostro luogo di culto a loro disposizione.

La verità ci trasforma. Produce l’amore. Altro concetto chiave.

L’amore

Anche per l’amore, Giovanni insegna tre cose essenziali:

Ci amiamo a motivo della verità.

V.1-2: Giovanni ama i fratelli “nella” verità e “a motivo” della verità.

Quello che ci unisce nella chiesa è l’amore di Cristo. Non ci amiamo perché abbiamo gli stessi gusti, idee, o educazione. La chiesa non è un club. Infatti, non ci saremmo mai incontrati se non fosse per Cristo.

Abbiamo piacere a frequentare la chiesa? Ne sentiamo il bisogno? Ciò dipenderà in grande parte di quanto amiamo Cristo.

La concezione protestante / evangelica della chiesa è l’opposta della concezione cattolica

Nella concezione cattolica, si va in chiesa per incontrare o ”ricevere” Cristo. Invece, nella concezione protestante, andiamo in chiesa perché abbiamo incontrato o “ricevuto” Cristo.

L’amore fraterno non è un sentimento ma una decisione.

L’amore è legato ai comandamenti. Idea semplice e pratica. Se amo Dio, ubbidisco ai suoi comandamenti. Se amo i miei fratelli e sorelle, lo dimostro attraverso quello che faccio e quello che non faccio.

Ma perché tutto questo è importante? Forse è questo il punto più interessante della lettera.

L’amore è un antidoto contro gli anticristi.

Nel v.7 la parola “poiché” è interessante. Giovanni sembra dire che ci dobbiamo amare perché ci sono degli anticristi.

Perché dobbiamo dimostrare la realtà della verità attraverso la nostra trasformazione. Non dobbiamo semplicemente rispondere agli argomenti, dobbiamo fare vedere che la nostra fede è reale. Alla fin fine, quello che il mondo vuole vedere è se la nostra fede fa una differenza oppure no; se siamo stati trasformati oppure no.

Gv 13.35: “da questo conosceranno che siete i miei discepoli…”

Quando la gente viene nella nostra chiesa cosa vede ?

Persone trasformate che si amano e hanno piacere di stare insieme e lavorare insieme per il Vangelo oppure persone individualiste che parlano del vangelo e della Bibbia ma che non dimostrano nessun cambiamento reale?

Forse la parola più trascurata del Nuovo Testamento è la parola “insieme”:

…affinché… senta dire di voi che state fermi in uno stesso spirito, combattendo insieme con un medesimo animo per la fede del vangelo.” (Fi 1.27)

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