Alcuni punti vanno sottolineati:

L’importanza dell’Antico testamento: almeno 29 citazioni. Moltissime allusioni e riassunti di AT materiale. Molte allusioni. Più che in altri libri del NT. La lettera è rivolta a persone che non solo conoscono bene AT ma per chi AT è essenziale per la propria fede.

L’autore insiste sull’interpretazione tipologica e simbolica in luce cristologica. Ciò non significa che l’autore rigetti la veracità storica dei fatti descritti nell’AT ma che il loro significato fondamentale è di ordine tipologico.

“Tipo” = un oggetto o personaggio che rappresenta una realtà spirituale che viene dopo, oppure rappresenta Cristo (l’antitipo). Ad esempio: Giuseppe, il diluvio etc.

Importanza della dimensione “cultuale”.

Tutto il discorso della lettera è un discorso intorno al “puro / impuro” (dimensione cultuale. Sacrificio / colpevolezza).

In questo, c’è una notevole differenza con le lettere di Paolo:

Paolo si colloca sul piano etico, legale, morale mentre Ebrei si colloca sul piano cultuale.

Per quanto riguarda la prima alleanza, il focus di Paolo è sulla legge: il problema fondamentale della vecchia alleanza è il fatto che sia impossibile adempiere la legge (la legge condanna). Invece, in Cristo, uno può trovare la giustificazione .

Invece, il focus della lettera agli Ebrei è sui sacrifici: il problema fondamentale della vecchia alleanza è l’impossibilità della purificazione per i peccati. Il sistema sacrificale non toglie il peccato ! Quindi non è sorprendente che Paolo parli molto dell’alleanza con Abramo mentre l’autore di Ebrei si concentra piuttosto su Mosè.

Anche il popolo di Dio visto in termini essenzialmente cultuali nella lettera agli Ebrei: 2.17 (espiazione); 4.9 (riposo sabatico); 12.22-24, 28; 13.12. Notate unicità del popolo di Dio: non c’è nessuna distinzione cronologica o etnica ma semplicemente cultuale: il popolo di Dio è composto di coloro che sono stati veramente purificati. Vedere anche 3.5-6 (concetto di “casa”).

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