La vita è fatta di scelte e la vita del cristiano è vissuta sotto la direzione di Dio. Pertanto, capire la volontà di Dio è una questione importante per il cristiano.

La “volontà di Dio” significa due cose nella Bibbia: la volontà sovrana di Dio (quello che Dio ha deciso debba accadere) e la sua volontà “morale” o “etica”: quello che Dio approva. Qui parliamo della volontà di Dio nel secondo senso. La volontà di Dio nel primo senso è nascosta e Dio non la rivela.

Come cristiani sappiamo che Dio è interessato alla nostra vita e alle nostre scelte. La Bibbia da anche delle promesse per quanto riguarda la guida di Dio (ad esempio Sal 32: “Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare.”). La domanda è come facciamo a capire la volontà di Dio. In questi due versetti, Paolo ci aiuta ad affrontare questo tema nel modo giusto.

La volontà generale di Dio: il sacrificio di noi stessi

Nel v.1 c’è un’esortazione specifica: presentare il nostro corpo a Dio come sacrificio. Paolo usa un linguaggio che richiama all’Antico Testamento (“Sacrificio”, “culto”).

Nel Nuovo Testamento, il cristiano non deve più presentare sacrifici per il peccato (Dio ha provveduto in Cristo !) ma sacrifici di gratitudine. In particolare il nostro corpo.

Domanda: Cosa facciamo con il nostro corpo ? Che tipi di sacrificio facciamo con il nostro corpo ? A chi li dedichiamo, a Dio o agli idoli ? Paolo ci ricorda che la volontà di Dio è la nostra santificazione (meditare su 1 Te 4.1-8 e Ef 5.5-10)

Ciò significa due cose per il nostro tema:

  1. Quando Dio ha espresso la sua volontà nella Bibbia, la questione è risolta.

È inutile pregare per chiedere a Dio se possiamo vivere con qualcuno senza essere sposato o sposare una persona non cristiana. È inutile chiedere a Dio se dobbiamo pagare le nostre tasse. Dio ha già risposto.

  1. Per le altre scelte dove non c’è una risposta chiara nella Bibbia, lo stesso principio si applica: per qualsiasi scelta dobbiamo chiederci se tale scelta favorisca la nostra santificazione e comunione con Dio oppure soltanto la nostra volontà e desiderio di autonomia. Per capirlo, dobbiamo essere trasformati.

Trasformazione di noi stessi

Nel v.2, Paolo ci offer un principio un fondamentale per capire la volontà Dio: usiamo la mente, la nostra saggezza santificata. Dio non ci dice cosa dobbiamo fare, dobbiamo essere noi a capirlo. In altre parole, l’idea è che dobbiamo decidere noi e siccome la nostra mente è santificata vediamo le cose come Dio le vede e alla fine decidiamo quello che piace a Lui.

Certo, preghiamo per il suo aiuto, sappiamo che Dio agisce attraverso le circostanze, apre o chiude le porte, ci offre delle opportunità. Tuttavia la scelta rimane sotto la nostra responsabilità ed è inutile pretendere che Dio ci abbia detto cosa decidere perché sappiamo bene che Egli non lo fa: siamo noi che decidiamo.

Uno degli errori più gravi di tanti cristiani è di cercare rivelazioni o sollecitazioni dirette dallo Spirito Santo quando sono di fronte ad una scelta. Dicono che Dio ha “parlato” a loro ed ha detto loro cosa fare ma in realtà non è cosi.

Ecco quattro motivi per i quali Dio non agisce in questo modo:

  1. Perché Dio vuole che usiamo il nostro cervello. La Bibbia contiene moltissime esortazioni a “pensare”, “capire”. La saggezza va acquistata. Cercare una sollecitazione diretta dallo Spirito Santo rivela una concezione infantile della vita cristiana. Dio non vuole che rimaniamo bambini che chiedono sempre una guida diretta ogni volta che abbiamo una scelta da fare. Dio ci vuole persone mature e saggie che usano la proprio mente.
  2. Perché il cuore umano è malvagio ed ingannevole.

Ge 17.9 “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?”

Anche come cristiani, non possiamo fidarci delle nostre emozioni, pensieri o sentimenti. Troppi cristiani fanno confusione fra i desideri del loro cuore e una cosiddetta rivelazione da Dio.

  1. Perché non rispetta la sovranità di Dio. Dio non accetta di essere trattato come se dovesse rispondere alle nostre domande. Egli fa ciò che vuole. Questo spiega anche perché è sbagliato tirare a sorte o chiedere un segno: ciò non da nessuna garanzia e mette Dio alla prova.
  2. Per le scelte che riguardano la chiesa, Dio parla attraverso la chiesa. La chiesa “esamina” tutto sotto la responsabilità degli anziani. Pertanto, chiunque sostiene che “Dio gli ha rivelato” cosa si deve fare nella chiesa o mente o si illude.

Dio vuole farci dunque capire la sua volontà. Il v.2 spiega come: attraverso un lavoro di trasformazione e studio della sua parola che ci fa diventare come Lui. Due tappe:

Non conformatevi: la parola tradotta “il mondo” significa l’età presente. I cristiani sono diversi perché pensano secondo i criteri di un mondo che non esiste ancora. La chiesa è l’avanguardia del Regno di Dio. Siamo chiamati ad essere diversi nelle scelte e nelle priorità. Quindi la scusa “Lo fanno tutti” non è accettabile.

Il rinnovamento della mente: fatto dallo Spirito Santo attraverso lo studio della Parola e la comunione con Dio.

Sal 25.4: “Il segreto del SIGNORE è rivelato a quelli che lo temono

Se non passiamo tempo a meditare sulla Parola e a frequentare le riunioni della chiesa questo processo di rinnovamento non si compie. Se si compie allora possiamo “conoscere per esperienza”, cioè discernere quello che Dio gradisce.

Esempio: quale casa comprerò? Risposta: Dio vuole la mia santificazione. Questa casa è giusta per me? Devo pensarci e pregare ma la mia mente deve essere rinnovata. Questa casa favorisce la mia santificazione? È giusta per la mia famiglia? Mi permette di essere presente in chiesa o invece lo rende più difficile?

A Dio non interessa dove vado ad abitare, devo scegliere io. A Dio interessa la mia santificazione.


Tre consigli pratici e biblici per concludere:

  1. Anticipare le conseguenze delle proprie scelte. Troppo spesso non fatto.

Pensare = pensare al futuro. Dt 32.29: “Se fossero saggi, lo capirebbero e considererebbero la fine che li aspetta.”

Pensare alle conseguenze pratiche delle proprie scelte anche considerando la propria personalità le proprie tentazioni etc.

  1. Chiedere consiglio: Pv 12.15: “La via dello stolto è diritta ai suoi occhi, ma chi ascolta i consigli è saggio.”

Cioè chiedere consiglio con l’intenzione di prendere il consiglio in considerazione.

  1. Non fidarsi dei nostri desideri, emozioni (Ge 17)
  2. Ricordarci che il piano di Dio per noi è un mistero (la sua volontà nascosta).

Anche se facciamo le scelte giuste, non capiremo sempre perché Dio permette certe cose.

Ecc 8.17 “Allora ho scrutato tutta l’opera di Dio e ho visto che l’uomo è impotente a spiegare quello che si fa sotto il sole.”

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