Cosa faresti se qualcuno ti chiedesse di prostrarti davanti ad una statua che rappresenta una divinità o un uomo ?

Questa è la domanda che ci pone questo brano. Non possiamo rispondere dicendo che nessuno ci chiede di fare una cosa simile nel nostro mondo occidentale. Infatti, lo Spirito Santo ha voluto che questa storia fosse nella Bibbia, ciò significa che tutti i cristiani devono affrontare la persecuzione o almeno prepararsi a tale possibilità. Prepariamoci dunque studiando questo brano.

La sfida per il popolo di Dio

A volte i cristiani devono affrontare problemi etici complessi o casi di coscienza difficili. In questo brano la sfida è molto semplice: si tratta dell’intimazione da parte di un potere superiore a trasgredire il primo comandamento. Gli amici di Daniele conoscevano benissimo la Torah ed i comandamenti. Dio richiede un’adorazione esclusiva ed ha vietato al suo popolo di avere altri dei e di prostrarci davanti a statiue.

Quindi, in questa storia abbiamo due autorità che richiedono sottomissione. Dio e Nabucodonosor.

L’attegiamento stravagante e crudele di Nabucodonosor non ha niente di improbabile. È l’attegiamento dei poteri tirannici come vediamo anche nel mondo di oggi. Basti pensare alla Corea del Nord e alla statua gigante che rappresenta il nonno dell’attuale dittatore.

La narrazione rende bene l’assurdità della richiesta (prostrarsi davanti ad una statua) ma anche la malvagità: tutti si devono sottomettere a pena di perdere il lavoro, anzi la vita.

Dietro Nabucodonosor c’è una persona: Satana. Lo sappiamo perché Satana ha preteso la stessa cosa dal nostro Signore (“se tu ti prostri e mi adori etc…”)

Il primo insegnamento per noi è che siamo coinvolti in una guerra spirituale. L’ostilità di questo mondo verso il Dio della Bibbia è una realtà sempre più concreta. Dobbiamo ricordarci che la nostra libertà religiosa è una situazione anomala. Tutta la Bibbia e tutta la storia della chiesa insegnano che il popolo di Dio deve aspettarsi la persecuzione. Pietro lo dice chiaramente ai cristiani perseguitati: “Carissimi, non vi stupite…come se vi accadesse qualcosa di strano.” (1 P. 4.12) Questo è una realtà perché Satana e le sue potenze ostili a Dio sono una realtà.

Non dobbiamo desiderare la persecuzione, dobbiamo essere grati per la nostra libertà religiosa e pregare che sia preservata. Tutavia tale libertà rimane un’anomalia e dobbiamo prepararci alla persecuzione.

A volte le cose possono cambiare in fretta e ci ritroviamo davanti a scelte radicali. La volontà di Dio è chiara: la fedeltà fino alla morte.

La risposta del cristiano

La risposta dei tre amici di Daniele sono un insegnamento prezioso per noi. I vv.17-18 sono i versetti centrali della storia. Ci insegnano tre cose:

  1. La richiesta fondamentale di Dio è l’ubbidienza e la fedeltà.

Sadrac, Mesac e Abed-nego non perdono di vista l’aspetto centrale: l’ubbidienza. La questione non è di sapere se saranno salvati ma se sarano ubbidienti. Il punto centrale della storia non è il miracolo finale ma la loro fedeltà a Dio malgrado le pressioni.

Sarebbe stato facile giustificare la capitolazione davanti a Nabucodonosor che, tra l’altro, aveva dato loro una seconda opportunità. Invece essi rifiutano qualsiasi compromesso perché si tratta del primo comandamento. Anche noi siamo sempre pronti a giustificare il nostro peccato. Diciamo “ho sbagliato” quando dovremmo dire semplicemente “ho disubbidito.”

  1. L’ubbidienza è basata su una corretta visione della sovranità di Dio.

Nei versetti 17-18 l’espressione “anche se” è notevole. Gli amici di Daniele affermano la propria fede in Dio anche se Dio non dovesse intervenire per salvarli. Hanno fede nel potere di Dio di salvare. Come Nabucodonosor sarà costretto ad ammettere: v.29 “nessun altro Dio può salvare così.”

Però non sanno come Dio agirà. Fanno una distinzione opportuna fra due volontà in Dio: quella rivelata e quella nascosta: Dio ha rivelato quello che Egli si aspetta da loro (l’ubbidienza) ma non quello che intende fare. Dio non ci ha rivelato come agirà ed è inutile fare finta di saperlo. Ci dobbiamo ricordare che abbiamo una relazione con un Dio personale e sovrano. Dire che non sappiamo se e come risponderà alle nostre preghiere non è mancanza di fede come alcuni pretendono ma una giusta visione della sovranità di Dio.

Anche per noi questo è un esempio. Dobbiamo fidarci di Dio “anche se”; anche se non risponde alle nostre preghiere. abbiamo promesse chiare e sappiamo che Dio non ci abbandona.

  1. Gli amici di Daniele ci ricordano che la vera fede è l’opposta del pragmatismo.

Oggi regna il pragmatismo, ovvero l’idea che quello che funziona per ciascuno di noi è giusto. La gente non pensa più in termini di bene o male, di vero o falso, ma in termine di utilità: quello che funziona o che mi fa stare meglio è giusto.

La stessa cosa si vede nell’ambito spirituale. Alcuni dicono “ il cristianesimo non fa per me” oppure “ per me funziona lo yoga o la meditazione.” Altri pregano qualsiasi persona, incluso la vergine Maria o i santi purché qualcuno risponda !

Invece, la visione Bibblica è opposta: se qualcosa fa per te ma è falso, ti fa male. C’è un solo vero Dio. Tutti gli altri “dei” sono idoli. Adorare idoli fa male.

Io non sono cristiano perché mi fa stare bene. Sono cristiano perché la risurrezione di Cristo dai morti è un fatto storico documentato ed è vero. Tutte le altre religioni e spiritualità del mondo negano il fatto o l’importanza della risurrezione di Cristo: pertanto, sono tutte imposture.

Forse un giorno essere cristiano mi farà stare male, se verrà la persecuzione. Ma ciò non cambierà la realtà storica della risurrezione di Cristo.

La risposta di Dio

Se la risposta degli amici di Daniele è ricca di insegnamenti per noi, è comunque opportuno concludere guardando la risposta da Dio. Ovviamente, la liberazione miracolosa compiuta da Dio non è da intendersi come una regola ma come un incoraggiamento. Ci ricorda tre cose:

  1. Dio è capace di salvare pienamente. V 27 è chiaro: il fuoco non ha avuto nessun potere sui tre amici di Daniele. Questo si spiega facilmente ed in modo perfettamente ragionevole: Dio ha il potere di sospendere le leggi della fisica. Non ci aspettiamo niente di meno dal Dio che ha creato ogni cosa.

Dio preserva la chiesa che ha creato. Infatti, ci sono due miracoli in questa storia. Il primo miracolo è infatti la fede di Sadra, Mesac ed Abed-Nego ! Dio ha il potere di farci perseverare.

  1. Dio soffre con noi: la presenza fisica di Dio nella fornace è notevole. È inutile speculare se si tratti solo di un angelo o di Dio stesso: in ogni modo, questo personaggio rappresenta la presenza di Dio. Dio non si è accontentato di liberare gli amici di Daniele, ha anche fatto vedere che egli è presente con il suo popolo nella persecuzione. È proprio questo che disse Cristo a Paolo in modo indimenticabile in Atti 9: “perché mi perseguiti.”
  2. Dio giudicherà. Il fatto che Dio soffra con noi è una brutta notizia per i perseguitatori della chiesa. Ci sarà un giorno di vendetta, di resa dei conti per coloro che perseguitano il popolo di Dio. In quel giorno essi avranno paura come Nabucodonosor nel v.24. L’aspetto del giudizio non è così chiaro qui ma lo è in Matteo 13 in cui troviamo molte allusioni al libro di Daniele (il regno dei cieli, Cristo come Figlio dell’uomo etc.). Nel v.41 Cristo dice:

Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti quelli che commettono l’iniquità, e li getteranno nella fornace ardente. Lì sarà il pianto e lo stridor dei denti.”

Non posso fare a meno di pensare che l’immagine della fornace faccia direttamente riferimento Daniele capitolo 3. Dio ha il potere di salvare ma anche di giudicare e lo farà. Ce ne dobbiamo rallegrarsi ? Credo di sì.

Abbiamo molto di cui ringraziare il Signore: la sua salvezza, la sua giustizia e, per adesso, la libertà di cui godiamo nel proclamare il suo nome.

Chiediamo il suo aiuto per rimanere fedeli nelle piccole prove e anche nelle grandi quando si presenteranno.

Annunci