Noi cristiani sappiamo che il sacrificio di cui parla questo brano si riferisce a Cristo (1 Co 5.6 ). Pertanto, ci insegna alcune cose sul sacrificio del nostro Signore.

Un sacrificio sostitutivo

È chiaro che l’animale muore come sostituto delle persone del popolo d’Israele. Ciò è evidenziato dalle istruzioni per la preparazione della Pasqua: ben 11 versetti !

La cosa che colpisce di più in queste istruzioni è che l’agnello debba corrispondere esattamente al numero di persone che lo mangiano. Non ci devono essere avanzi: se una famiglia è troppo piccola, l’agnello va mangiato in comune con un’altra famiglia. Questo fa capire che il sacrificio è sostitutivo per ogni membro del popolo di Dio e coloro che sono fuori dal popolo non potranno avvalersi del sacrificio.

Non si tratta di un sacrificio impreciso per un popolo indeterminato, altrimenti un agnelo unico che simbolizzasse tutto il popolo sarebbe bastato.

Cristo è stato sacrificato per i suoi

Questo illustra il fatto che anche il sacrificio di Cristo è sostitutivo. La morte di Cristo è chiaramente presentata come un sacrificio dal Nuovo Testamento (1 Co. 5, Ef 5.2, Lettera agli Ebrei etc.). Si dice spesso che Cristo è morto per “tutti gli uomini” o “per il mondo”. È vero se si parla del valore della sua morte (la morte di Cristo ha un valore universale, infinito, e può benissimo coprire i peccati di tutti gli uomini) ma non è vero se si parla dell’intenzione di Dio. Il sacrifio di Cristo è un sacrificio che salva coloro che Cristo intendeva salvare. Cristo è morto per i peccati di persone specifiche: questo è molto importante nella dimensione sacrificale della morte di Cristo.

Molti pensano che Cristo sia morto per tutti gli uomini ma che solo coloro che credono in Lui saranno salvati. Ma tale concezione è problematica da svariati punti di vista.

Innanzitutto, questo significherebbe che il sacrificio di Cristo di per sè non salva nessuno; rende solo le persone “salvabili”. Quindi il passo decisivo per la salvezza sarebbe lasciato alla decisione degli esseri umani.

Inoltre, se così fosse, tutti gli uomini dovrebbero essere salvati. Come potrebbe Dio richiedere una seconda volta il pagamento di peccati per i quali Cristo è già morto ? Il fatto di non credere in Cristo non dovrebbe essere un fattore decisivo: è un peccato e quindi Cristo sarebbe morto anche per quello.

Invece, la dimensione sacrificale della morte di Cristo significa che Cristo salva veramente coloro che intendeva salvare. I loro peccati sono stati “trasferiti” su Cristo e sono stati perdonati. La morte di Cristo non li rende salvabili ma li salva davvero.

Cristo parla in questi termini. In particolare, intercede per i suoi (Gv 17.9 “Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi”). L’estenzione della sua intercessione corrisponde a quello del suo sacrificio.

Per noi ciò significa che dobbiamo pensare in termini personali. Cristo è morto per me ! Lo so perché mi ha donato la fede. Quando il Figlio è stato mandato nel mondo, il Padre pensava a me !

È anche per quello che la Santa Cena è un simbolo così forte: bisogna mangiare il corpo di quest’agnello per essere salvato. Bisogna identificarsi con Lui, il Signore Gesù Cristo.

 L’unica protezione davanti a Dio

La decima piaga è completamente diversa delle altre. È la piaga finale (il faraone cede). Non c’è nessuna mediazione di Mosè. Ma soprattutto, questa volta Israele non è più automaticamente risparmiato, com’è accaduto nelle piaghe precedenti.

Questa volta Dio viene per giudicare tutti. Viene per uccidere. Tutti dovono temerlo, incluso Israele.

Per essere risparmiato, Israele deve seguire istruzioni precise.

All’improviso il problema non è più quello di fuggire dal faraone e dall’Egitto ma come sopravvivere davanti a Dio.

L’unica cosa che può salvare gli esseri umani quando Dio viene è un sacrificio. Perché ? Il problema del peccato non è menzionato ma sappiamo che è chiaramente sottinteso. Il significato centrale della Pasqua è che l’umanità, corrotta com’è, non può reggere senza protezione davanti a un Dio Santo.

Il V. 13 è il versetto chiave. È una bellissima promessa anche per noi.

Perché Dio “passa oltre” ? Perché Dio viene per uccidere ma c’è già un morto in casa. V.30 (“non c’era casa dove non ci fosse un morto.”) Questo è vero letteralmente poiché c’era un morto anche nelle case degli Israeliti, l’agnello.

Per noi rimane solo una domanda. Sei attrezzato per il ritorno del Signore ? Quando verrà e passerà davanti a te vedrà il sangue di Cristo ? Capisci che è l’unica cosa che ti protegge davanti a Lui ? Come quando ci si entra in una zona pericolosa di una fabbrica e che dobbiamo indossare indumenti protettivi, così dobbiamo vestirci di Cristo.

Dobbiamo mangiare la sua carne !

V.13 è un conforto per te ?

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