Cosa significa che Dio è “santo” ?

La santità di Dio non è un concetto facile da definire. Capiamo che si tratta di una attributo essenziale di Dio ma la Bibbia non ne dà alcuna definizione concreta.

La traduzione della Nuova Riveduta non ci aiuta poiché traduce la parola ebraica “qadosh” talvolta come “santo” altre volte “sacro” oppure “glorificato”.

In effetti, nella nostra cultura cattolica e di lingua latina, la santità ha una conotazione di eccellenza morale mentre “sacro” si riferisce piuttosto ad un oggetto o ad un luogo con particolare significato religioso. In realtà, nella Bibbia non c’è differenza fra “santo” e “sacro”.

Un Dio separato.

Nella Bibbia, la santità di Dio esprime l’idea fondamentale di separazione in due sensi.

Innanzitutto, esprime l’idea di “unicità” e di gloria: Dio è uno solo e non c’è nessuno come Lui.

È un essere unico nell’universo ed il suo carattere unico è dimostrato dal suo intervento potente nella vita del suo popolo. (Vedere ad esempio: Esodo 15.11; 1 Sam 2.2.)

Un Dio inavvicinabile.

Il secondo significato è il più importante e spesso quello più trascurato: la santità di Dio significa che Egli è inavvicinabile.

La santità di Dio viene evocata per la prima volta nel libro dell’Esodo. Quando Dio comincia a rivelarsi al popolo che Egli ha scelto ed a stabilire un’alleanza con esso, la sua santità viene sottolineata.

In Esodo 3.5 il suolo è santo perché Dio è presente. Nel resto del libro vari oggetti sono santi perché associati a Dio (ad es. i vestiti di Aarone in 28.2) e poi il popolo intero è santificato dalla presenza di Dio 29.43)

Tuttavia, la prima volta che Dio dichiara esplicitamente di essere santo è in Lev 10.3.

Questo brano è fondamentale e va meditato attentamente. Non è chiaro che cosa avevano fatto esattamente i figli di Aarone. Tuttavia, la natura del loro peccato è chiara: il loro peccato non era stato di trasgredire un comandamento di Dio bensì di avvicinarsi a Lui nel modo che sembrava giusto a loro.

In tutto il resto dell’Antico Testamento l’idea di santità include sia l’idea di unicità che di inavvicinabilità.

È paradossale ma significativo il fatto che appena Dio ha cominciato a rivelarsi ed a stabilire una relazione con il suo popolo, la sua santità è stata immediatamente messa in rilievo. È la sua Santità che rende Dio intringante ma, allo stesso tempo, inavvicinabile per tutte le sue creature. Anche i serafini in Isaia 6 gridono “santo è il Signore”.

Tutto il sistema cultuale e tutta la rivelazione dell’Antico Testamento pone la stessa domanda: come può l’uomo avvicinarsi a Dio ?

Una Dimensione Etica

Dio è “separato” ed “inavvicinabile” anche dal peccato. Quindi la santiatà di Dio ha indiscutabilmente una dimensione etica. Vedere ad esempio: Gio 24.19; Sal 15; Sal 24.3-4; Isaia 6.5.

Il Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento concepisce ovviamente la santità di Dio nello stesso modo che l’Antico Testamento.

La buona notizia del Nuovo Testamento è che il Dio inavvicinabile si è avvicinato al punto di venire in mezzo a noi. Cristo è santo in tutti i sensi:

Separato: Lu 1.35, Gv 10.36.

Santo come servo (Atti 4.27-30).

Santo come Dio (Mc 1.24, Gv 6.69).

Quindi Gesù Cristo può avvicinarsi a Dio e noi possiamo fare lo stesso tramite Lui ! Questa è, fondamentalmente, la buona notizia del vangelo: Ebrei 10.19-25, anche se la dimensione etica della santità per il popolo di Dio viene messa in evidenza. Vedere ad esempio 1 Tess 4.3 dove il legame fra santificazione e purità morale è palese.

Applicazioni per noi: due domande:

Prima domanda: che senso ha per noi oggi la santità di Dio ?

Cosa vuole dire “Sia santificato il tuo nome” ?

Oggi possiamo avvicinarci a Dio senza paura se siamo in Cristo. Ma ciò non cambia il fatto che dobbiamo avvicinarci con timore e rispetto essendo consapevoli che ci avviciniamo non ad un essere umano come noi ma all’unico vero Dio che è “un fuoco consumante” (Ebr 12.29).

Questo cambia qualcosa nel modo in cui viviamo e preghiamo ? Nel modo in cui veniamo a Dio come comunità la domenica ? Il nostro culto domenicale prende in considerazione la santità di Dio?

Seconda domanda: Cosa richiede la nostra santità ?

Dobbiamo essere santi come Egli è santo: Lv 11.44; 1 P 1.15-16

Cosa significa questo nella vita quotidiana?

Dio ha preso possesso di noi e ci ha destinati ad un uso diverso da quello che avevamo prima: servirlo. Eravamo dedicati a qualcosa / qualcun’altro. Dio ci ha preso come suoi per la sua gloria.

Per noi la nostra santificazione significa la separazione radicale con il peccato. Il testo chiave è 2 Co. 6.14-18.

Questo brano viene spesso utilizzato in relazione al matrimonio ma il tema del del matrimonio non è affatto menzionato. Si tratta piuttosto della necessità della santificazione in tutta la nostra vita.

Facciamo abbastanza per separarci del peccato ? Cerchiamo di anticipare le occasioni di caduta in quello che facciamo, le persone che frequentiamo, le cose che guardiamo e leggiamo ?

Come possiamo essere santi ?

Il Nuovo Testamento ci insegna che siamo già santi (messi da parte) e che, al tempo stesso, dobbiamo essere santi. Questo è il paradosso della vita cristiana: dobbiamo diventare quello che già siamo !

La santificazione significa per noi l’identificazione con Cristo. Vedere Ro 8.29

Cristo ci trasmette la propria santità.Gv 17.17-19 e 1 Gv 2.20 tramite lo Spirito Santo.

Tuttavia, il fatto rimane che anche noi siamo responsabili della nostra santificazione.

La realtà e l’importanza di tale impegno sono rese molto chiare dall’autore della lettera agli Ebrei:

Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore.” (Ebrei 12.14)

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