Cosa vuole dire essere “cristiano” ? Cosa significa questa parola ?

Un dizionario della lingua italiana definisce la parola “cristiano” cosi: “Ogni battezzato, seguace della religione fondata da Cristo.”

In realtà, il cristiano è il seguace di una persona, non di una religione. È qualcuno con cui Cristo si è “identificato”.

Questo è il tema del brano: l’identificazione di Cristo con credenti.

Che cos’è questa identificazione ?

Dio è venuto per aiutare (v.16 & 18). Non aiuta angeli ma essere umani. Questo è u’idea profonda. Non c’è redenzione per gli angeli ma per noi, esseri umani, si ! Questo pensiero dà dignità all’uomo. Siamo così insignificanti ma Dio è venuto per aiutarci !

Però tale aiuto è specifico. L’autore non dice che Cristo è venuto per aiutare gli “uomini” in generale ma la “discendenza di Abraamo”. Cioè ? I veri Ebrei sono coloro che hanno la fede di Abraamo (Gal 3.29). Facciamo parte della casa di Dio “se manteniamo ferma” la nostra fede in Cristo (Eb 3.6)

Ma la cosa più significativa è questa: ci saremmo aspettati che l’autore dicesse “siccome Cristo è venuto in carne e si è identificato con noi, siamo suoi “fratelli”.

Invece dice l’opposto. Dice che siccome siamo suoi fratelli, Cristo è venuto in carne per essere come noi. (v.14 e 17). Siamo fratelli di Cristo perché siamo stati dati a Lui (Isaia 8.18 citato nel v. 13). Quindi il legame spirituale di Cristo con gli eletti è la causa della sua identificazione fisica con loro.

Quanto è costato questa identificazione.

v. 10 & 18 descrivono le sofferenze e le prove subite da Cristo in questa identificazione.

Affermazione stravolgente: Cristo è stato preparato attraverso la sofferenza (v.10). Ha dovuto imparare l’ubbidienza (vedere Ebr 5.8). Non che fosse Egli imperfetto o disubbidiente ma doveva essere preparato.

Quindi, la sua morte ha valore solo perché ha dimostrato di essere perfettamente ubbidiente e senza peccato.

Per noi, ciò significa un grande incoraggiamento ed una grande sfida:

Incoraggiamento: abbiamo un Dio che ha sperimentato le nostre sofferenze e le limitazioni umane. Sa cosa vuole dire essere fatto di carne. Il nostro Dio non è un’astrazione. Quindi è capace e desideroso di aiutarci.

Sfida: se il Figlio di Dio ha dovuto imparare l’ubbidienza ed essere formato dalle sofferenze, cosa si aspetta Dio da noi?

Risultato di questa identificazione ?

Che cosa ha ottenuto Cristo per noi ? Questo brano enfatizza una cosa: Cristo ci ha liberati dal potere e dalla paura della morte.

Un prete tedesco del Medioevo ha scritto: “Ci sono tre cose che so essere vere e chi rendono il mio cuore pesante: la prima è che devo morire; la seconda è che non so quando e la terza è che non so dove andrò.”

V.14 15 descrivono la condizione terribile degli esseri umani: sottomessi alla morte e a Satana, tenuti schiavi dalla paura della morte.

Cristo ci ha liberati dalla paura della morte. Come ? V. 14 “con la sua morte”, cioè la sua risurrezione.

La sua morte è stata speciale perché immeritata e perché Egli era Figlio di Dio. È riscuscitato dai morti, quindi riscusciteremo anche noi.

È importante capire questo fatto per la nostra fede: la nostra identificazione con Cristo significa che tutti i suoi privilegi si applicano a noi.

È stato giustificato: lo siamo anche noi. È riscuscitato con un corpo incorruttibile: lo saremo anche noi

Perché Satana ha il “potere della morte” ? perché la morte è legata al peccato.

1 Co 15.56: “Ora il dardo della morte è il peccato

Ro 5.12,21: “Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte”,

Ro 6.23 “perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”.

Cosa dicono questi versetti ? Che la morte non è un fenomeno naturale. È un castigo, un decreto di Dio.

È per quello che Satana ha potere. È l’accusatore Ap 12.10: “Ora è venuta la salvezza perché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli, colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio”.

Unico modo di risolvere il problema della morte è risolvere il problema del peccato.

Siamo disarmati davanti alla morte. Gli uomini cercano di non pensarci. Le religioni cercano di nasconderla o danno false speranze.

I Cristiani hanno il privilegio di poter guardare la morte in faccia. La morte fa paura anche a noi ma non siamo schiavi di una tale paura. Possiamo affrontarla tenendo la mano a Cristo.

Come viviamo la nostra vita ? Siamo schiavi oppure liberi ? Siamo identificati a Cristo spiritualmente e fisicamente ?

 

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