1. Al direttore del coro.[1] Per strumenti a corda.[2] Salmo di Davide.
  2. Quando grido rispondimi Dio mio giusto. Quand’ero oppresso, tu mi hai dato sollievo. Abbi pietà di me, ascolti la mia preghiera !
  3. Uomini, fino a quando la mia gloria sarà disprezzata[3] ? Fino a quando amerete il vuoto e ricercherete la menzogna? Selah
  4. Sappiate che il SIGNORE ha messo da parte colui che Egli ama fedelmente.[4] il SIGNORE m’ascolterà quando griderò a lui.
  5. Tremate e non peccate; ragionate[5] nel vostro cuore sui vostri letti e tacete. Selah
  6. Offrite sacrifici giusti e fidatevi del SIGNORE.
  7. Molti dicono: Chi ci farà vedere il bene ? SIGNORE, fà risplendere[6] su di noi la luce del tuo volto!
  8. Tu hai messo più gioia nel mio cuore di quanto ve ne sia in loro quando il loro grano e il loro vino[7] abbondano.[8]
  9. In pace mi sdraierò e dormirò perché tu solo SIGNORE mi fai dimorare al sicuro.

 

[1] La parola ebraica “menatseakh” deriva da un verbo che significa “essere eminente”. Si riferisce probabilmente al direttore di un gruppo di musicisti o di un coro.

[2] La parola ebraica “neghinah” sembra riferirsi a musica o canzone accompagnate da strumenti a corde. In altri contesti, tale parola sembra avere il significato negativo di “canzone beffarda” (Sal 69.12, Giobbe 30.9, La 3.14).

[3] Lett. “la mia gloria per vergogna”.

[4] Altra traduzione possibile “colui che lo ama fedelmente”. La parola “hasid”, della stessa radice di “hesed” include l’idea sia di amore che di fedeltà, spesso, ma non sempre, in relazione ad un’alleanza.

[5] Lett. “parlate”

[6] Lett. “alza”

[7] L’ebraico non usa la solita parola per “vino” (yayin) ma la parola “tirosh” che sembra essere un termine arcaico o forse poetico.

[8] Lett. “Hai dato più gioia al mio cuore che nel tempo dell’abbondanza del loro grano e vino.”

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