Abbiamo tutti un problema: una visione parziale ed inadeguata di Dio. In parte questa viene dalle nostre limitazioni umane. Ma è anche un problema moderno: abbiamo una visione troppo alta di noi come uomini.

Quindi vogliamo avere idee più giuste e più grandi su Dio. Questo rafforzerà la nostra comunione con Dio e ci darà maggiore consapevolezza della nostra condizione di peccatori dinanzi a lui.

Come conoscere Dio ?

La Bibbia dice una cosa fondamentale e paradossale: Dio è incomprensibile ma conoscibile.

Incomprensibile: vedere, ad esempio, Giobbe 11.7, 36.26; Salmo 154.3, Giudici 13.18; Isaia 40.18; 1 Co 2.11. Mat 11.27.

Dio è totalmente diverso di noi nella sua natura. Non possiamo concepirlo. Nella Bibbia, Dio ci parla come a dei bambini. Usa “analogie” umane per descrivere se stesso (ad es. “la mano del Signore ecc.) Quando Dio si presenta non può dire altro che “Sono chi sono”.

Conoscibile.

Dio è anche conoscibile ma solo se si rivela. Altrimenti, non lo si può conoscere.

Ci sono tre modi di conoscere Dio, cioè tre modi in cui Egli si rivela agli uomini:

Rivelazione generale (La creazione): vedere Sal 19; At 14.17; Ro 1.19-20

Ma questa rivelazione generale è limitata dal peccato: Ebr 11.3, 2 Co 4.4, Gv 3.3: Quindi paradosso: la creazione rivela Dio ma, come dice Ebrei 11.3, solo per fede comprendiamo che il mondo è stato fatto da Dio.

Quindi la terribile realtà è questa: la rivelazione generale rivela abbastanza per lasciarci senza scusa ma non abbastanza per salvarci ! Poi la creazione non ci dice niente sull’origine del male e sulla redenzione. Serve un’altra rivelazione.

Rivelazione speciale: La Scrittura. Vedere 1 Sam 3.7, Sal 103.7; 147.19-20.

La prima cosa fondamentale che la Bibbia rivela è che Dio è una persona. Dio non è solo una forza: ha volontà, attributi morali (riassunti in nomi). Quindi la Bibbia smentisce tuta la filosofia greca e tutta la spiritualità panteistica del mondo orientale: Duio non è la natura. Dio è distinto, è una persona e rimarrà per sempre distinto da noi.

Dio vuole che lo conosciamo: “conoscere” il Signore è una questione di vita o di morte: vedere Gv 1, 17.3; 1 Gv 5.20.

In Cristo: terzo modo di rivelazione, il più inaspettato: Dio è venuto in carne in mezzo a noi.

Cosa cruciale da vedere: i discepoli non hanno capito chi era Cristo vivendo con lui per 3 anni e vedendo i miracoli. Hanno solo capito dopo la risurezzione, facendo il legame con le Scritture, con l’aiuto del Spirito Santo.

Insegnamento da meditate: per tre anni Dio ha vissuto su questa terra e nessuno l’ha capito. Il modo in cui i discepoli hanno capito chi fosse Cristo dimostra che l’approccio scientifico non permette di conoscere Dio. Tutti i metodi umani normali (investigazioni, analisi scientifiche, osservazioni, deduzioni, etc) non potranno mai farci conoscere Dio. Dio è nascosto e si rivela a chi vuole, e solo nell’ambito di una relazione personale.

Riassunto:

  1. Dio è incomprensibile
  2. Dio è conoscibile.
  3. Creazione rende inescusabile la cecità degli uomini. Ma il mondo non vede Dio.
  4. Dio è personale e distinto dalla creazione.
  5. Vera conoscienza di Dio solo mediante una relazione personale nella persona di Gesù Cristo, tramite lo Spirito Santo.

Natura di Dio.

La Bibbia parla poco della natura di Dio: l’Antico Testamento descrive Dio in quello che fa, non quello che è. Pero ci sono due cose fondamentali da capire:

Dio è spirito.

La parola “Spirito” significa “vento” esprime l’idea di essere invisibile, incontrollabile ma presente. Vedere Gv 4.24. Isa 31.3 è un versetto significativo: c’è un contrasto totale fra esseri di carne come noi e Dio che è spirito. Questo signifca che:

Dio non ha corpo. È un essere “semplice”: puro spirito. Radicalmente diverso da noi.

Non è soggetto a stanchezza o limitazioni. Non soffre ed i suoi “sentimenti” sono incompresibili.

Non ha sesso (non è ne maschio ne femmina). Siamo forse tentati di pensare a Dio come maschio perché Egli usa sopratutto termini “maschili” per descriversi (Signore, Padre etc.)

La Bibbia applica a Dio concetti sopratutto maschili (“Signore”, “Padre”) perché parla a degli esseri umani creati maschio / femmina in modo tale che il maschio abbia il compito ed il dovere di guidare, assumere autorità / protezione. Dio è sovrano, ci guida, ci protegge… tutte cose che i maschi devono (dovrebbero) fare nel mondo creato, secondo il piano di Dio.

Però Dio non ha a problemi parlare di sè stesso in termini femminili. Vedere Sal 36.7, 91.4 (immagine della gallina); Isa 66.13 (immagine della madre; confrontare con Sal 27.10); Isa 46.3, letteralmente “che ho portato fin dalla pancia, portato fin dall’utero.”

Dio è infinito. Vedere 1 Tim 1.17, 6.16, Sal 145.3, Isa 57.15.

E infinito nel tempo e nello spazio.

Eterno: senza inizio e senza fine.

La Bibbia lo esprime soprattutto con riferimento alla creazione. Vedere: Gn 1.1 / Ef 1, Sal 90.2, 102.12; 2 P. 3.8.

Cosa vuole dire eternità ? Non vuole dire “da molto tempo” ma in un presente eterno.

Noi non siamo capaci di pensare fuori dal tempo. Per noi il presente non esiste. Tutto è passato o futuro. Per Dio c’è solo il presente. Vede il nostro passato ed il nostro futuro.

Quindi non è mai preso di sorpresa. Le sue emozioni e sentimenti non sono il risultato di un cambiamento in Lui o dell’impatto di qualsiasi avvenimento.

Esiste in sè stesso Gv 5.26. Noi dipendiamo da Lui.

Onnipresente:

Dio è dappertutto nello “spazio”. È più grande dell’universo: Isa 66.1, Ge 23.24

Presente in tutte le sfere della creazione. Anche le sfere spirituali invisibili. Anche nel regno dei morti: Sal 139.8

Applicazioni pratiche per noi:

La Bibbia parla in modo umano (Dio “scende” etc.) ma Dio è in un eterno presente. Non va e viene da nessuna parte.

  1. La Bibbia dice che Dio è “nei Cieli”. Ciò non vuole dire uno spazio, ma uno stato. “I cieli” sono la presenza di Dio. Quindi non aspettiamo di andare “nei cieli” ma di essere nella presenza di Dio. Cristo è nei cieli e siamo con lui (vedere Ef 1.20-21 & Isa 57.15)
  2. La presenza di Dio con noi è una realtà da meditare. Pecchiamo perché non crediamo che Dio sia veramente presente.
  3. Dobbiamo riflettere come ci rivolgiamo a Dio in preghiera. Dio è il nostro padre ma un padre “celeste”. Non è un amico ma un essere incompresibile al quale dobbiamo venire con giusto timore e umiltà.
  4. Non c’è nessun modo di essere fuori dalla presenza di Dio, nemmeno nella morte (Sal 139). Questo può essere un pensiero incoraggiante o terrificante. Dipende se siamo riconciliati con Dio o no.

Se non apparteniamo a Dio , nessuno può salvarci dalla Sua mano. (Isa 43.13, Ge 23.24, Eb 4.13) Se siamo in Cristo, nessuno potrà mai separarci da Lui (Ro 8.36-39)

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