Come porre il problema della Trinità nel modo giusto ?

La Trinità è una dottrina che non si deve affrontare in modo astratto, come se fosse un’equazione di matematica insolubile. Il punto di partenza dovrebbe sempre essere il Signore Gesù: crediamo nella Trinità perché crediamo nel Signore Gesù.

La Trinità è rivelata nel Nuovo Testamento attraverso l’incarnazione: Dio è venuto in carne: Cristo era chiaramente uomo ma era anche Dio. Pensandoci, gli apostoli hanno concluso: Cristo è Dio ma Dio è infinito, quindi nell’essenza di Dio c’è una distinzione. Dio “Padre” ha “mandato” Dio Figlio.

Poi dopo Pentecosta gli apostoli hanno capito che lo Spirito Santo non è solo una “forza” ma una personalità ed ha un ruolo distinto.

Nell’essenza di Dio ci sono tre “realtà” (“persone”) distinte ma con la stessa essenza. Agiscono in modo diverso ma sempre insieme. La parola “Trinità” fu inventata nel 2nd secolo per definire questa relazione (Tertulliano con la parola latina “trinitas”).

La parola “Trinità” non è nella Bibbia. È semplicemente un termine comodo per defire una dottrina che, invece, è biblica !

L’Antico Testamento: La pluralità nell’unità.

L’Antico Testamento afferma l’unità di Dio: Dt 6.4, Isa 44.6 ecc.

La Trinità non è rivelata nell’Antico Testamento per due motivi: (a) il problema di Israele era il politeismo quindi occorreva insistere sull’unicità di Dio; e sopratutto (b) perché la dottrina Trinità ha senso solo attraverso l’incarnazione del Figlio: È inutile conoscere tale dottrina fuori dall’incarnazione di Cristo.

Sebbene la Trinità non appaia chiaramente nell’Antico Testamento, vari indizi mostrano una pluralità in Dio; pluralità che, come capiamo adesso, illustra la natura trinitaria di Dio.

– Dio parla di sè al plurale (“noi”): Gen 1.26, 3.22, 11.7, Isaia 6.8. Mai veramente spiegato. Era un problema per i commentatori ebrei.

– L’angelo del Signore. Dio ma distinto. (Ge 18, Giu 13 ecc.)

– Distinzione in Dio: i salmi detti di “incoronazione”. Vedere Sal 45.7-8 e 110.1.

– Tre concetti usati in relazione con Dio che sembrano personificati: “spirito”, “saggezza”, “parola”.

Spirito: descritto in termini sempre più personali (Isa 63.10 & 14, Ps 143.10). Legato al Messia (Isa 11.1-2, 42.1; 61.1).

Partecipa alla creazione: Ps 33.6 (Gn 1.2)

La saggezza di Dio è descritta in termini antropomorfici. Partecipa alla creazione ! Pv 8.22-36.

Parola: partecipa alla creazione ! (Salmo 33.4,6)

Quindi l’Antico Testamento prepara il popolo ebraico a capire la dottrina della Trinità nell’ottica della venuta di Dio in carne !

L’Antico Testamento si conclude con due tensioni:

(a) Dio è uno ma “plurale” e

(b) solo un uomo può risolvere la maledizione del peccato (la progenie di Eva). Tuttavia, l’Antico Testamento insegna anche che l’uomo è impotente a salvare sè stesso e gli altri uomini.

Il concetto di “Padre”.

Il termine “Padre” gioca un ruolo importante nello sviluppo della dottrina della Trinità (nella presa di coscienza della realtà di questa dottrina.)

Antico Testamento: il termine “Padre” era usato in relazione con la creazione o l’elezione di Israele (Es 4.23, Os 11.1; Isa 64.8, Ge 31.9, Mal 2.10) o del re (Sal 2.7).

Quindi “padre” esprime idea di creazione o di colui che stabilisce un’alleanza.

Negli scritti ebraici (Targum, midrash) il termine “padre della nazione” è comune, e anche “Padre nei cieli”. Si usava “avi” = “padre mio” oppure “avinu” = “padre nostro”)

Cristo (che non viene mai chiamato Padre) innova in vari modi:

Perché chiama Dio semplicemente “abba” = “padre” (Mc 14.36). Forma normalmente usata solo per vero padre umano perché considerata troppo intima.

Cristo distingue sempre fra se stesso e gli altri (non dice mai “il nostro padre”, sempre “mio” oppure “vostro padre”).

Esempio: in Marco: 8.38, 11.25, 13.32, 14.36. In Luca: 2.49, 12.32, 22.42.

La venuta di Gesù Cristo era una novità assoluta: rivendicava una relazione unica con Dio eppure pregava Dio. Paradosso inspiegabile se non a causa dell’incarnazione !

Gli Ebrei non avevano nessun problema con l’idea che Dio apparisse come uomo (l’aveva già fatto nell’Antico Testamento). La pietra d’inciampo era l’incarnazione.

Il Nuovo Testamento: La deità del Figlio.

Il Nuovo Testamento afferma sia l’unità Dio che la divinita di Gesù Cristo

Unità di Dio: vedere Mc 10.18, Mt 23.9, Gv 17.3, Gal 3.20, Ef 4.6, ecc.

Il Nuovo Testamento afferma la divinità di Gesù Cristo in tre modi:

(a) attraverso alcuni (non tutti) dei nomi dati a Cristo (Signore, Dio);

(b) Adorato come Dio; e

(c) Ha 3 prerogative che appartengono esclusavamente a Dio nell’Antico Testamento: creatore, giudice e salvatore.

Versetti chiave:

  • Nomi / titoli: (Dio, Signore): Atti 20.28; Rom 9.5; Tit 2.13; 2 Pe 1.1 (v.11). Giuda 25

Uguale a Dio: 1 Co 8.6. Ebrei 1.3.

  • Adorato: Gv 20.28, Mat 28.17.
  • Prerogative:
  • Creazione: Col 1.15; Gv 1
  • Giudice: Att 17.31; Rev 1, 22.3; 2 Tim 4.1 ecc.
  • Salvatore: Mat 11.27, Gv 11.25, Att 4.12 ecc.
  • Anche autorità nella guarigione (non prega Dio di guarire). ad es. Mc 1.41.
  • Gesù Cristo stesso si identifica con Dio (“Io sono”, “Il Padre ed io siamo uno” ecc.)

Il Nuovo Testamento: la deità dello Spirito Santo. (Prossima sessione)

Distinzioni fra le persone.

Le 3 “persone” sono uguali in essenza e dignità ma c’è un ordine fra di loro: Padre, Figlio e Spirito Santo: Mat 28.19.

Il Figlio è eternamente generato dal Padre: Gv 1.18; 1 Gv 5.18,

Lo Spirito procede eternamente dal Padre: Gv 15.26 (è anche lo Spirito di Cristo. Ro 8.9, Gal 4.6).

Questo si riferisce probabilmente a dei modi di esistenza diversi, il cui significato ci sfugge.

Il Padre non è generato nè procede da nessuno. Quindi il nome “Dio” si riferisce spesso al Padre nel senso che il Padre “riassume” la divinità: ad es. Ebrei 9.14.

Differenze di ruoli: Le persone non sono interscambiabili:

Solo il Figlio si è incarnato; il Padre lo ha “mandato”; Lo Spirito agisce, rafforza e rivela.

Esempio chiaro: il battesimo di Cristo. Tutti i tre. Mc 1.10-11.

Figlio è intermediario: Ebr 2.14-18.

La nostra salvezza è un’opera trinitaria: vedere Gv 6.37-39: il Padre da gli eletti al Figlio. Il Figlio li custodisce fino alla fine perché Egli fa sempre la volontà del Padre (sottinteso: è la volontà del Padre che gli eletti non si perdano mai !)

Queste distinzioni sono importanti: per quello che la Bibbia non dice mai “Gesù è Dio” perché non sarebbe preciso abbastanza: l’incarnazione di una delle persone nell’essenza di Dio.

Distinzione si deve riflettere nelle nostre preghiere: Sebbene sia permesso di pregare Cristo (ad es. Atti 7.59) o lo Spirito Santo, il modello normale della preghiera cristiana è:

Preghiamo il Padre, nel nome del Figlio, attraverso lo Spirito Santo. (Ef 2.18)

Caratteristica unica del Figlio: Si sottomette volontariamente al Padre. Anche nell’eternità ! Fil. 2.6: “Essendo in forma di Dio etc…” (partecipio presente, presente eterno): la decisione dell’incarnazione è stata presa nell’eternità.

Ubbidienza del Figlio: Gv 17.4, Ebr 10.5-10, Ro 5.12-21

Considerazioni pratiche.

La Trinità è una verità rivelata: non possiamo capirla dobbiamo accettarla con umiltà.

La Bibbia non “insegna” la dottrina della trinità: è velata nell’Antico Testamento ed il Nuovo Testamento la da per scontato.

La verità fondamentale che ci salva è l’incarnazione e la croce. La Trinità è una dottrina derivata dalla comprensione di questi eventi. Colui che non crede in Cristo non crede alla Trinità.

Tutti gli argomenti contro tale dottrina si possono riassumere in un’idea sola: non lo concepisco, quindi non ci credo (orgoglio umano).

La dottrina si deve riflettere nella nostra fede e vita di preghiera. Vediamo ad esempio, il modo di parlare di Paolo in Atti 20.28 o il modo in cui Giovanni passa dal Padre al Figlio in Apocalisse.

Un vero cristiano ha una fede trinitaria senza neanche pensarci.

La Trinità, in particolare il rapporto fra il Padre e il Figlio, ci insegna la sottomissione nell’amore e nell’ugualianza di dignità.

Dottrina essenziale per la salvezza: se Dio non è una trinità, non c’è stata l’incarnazione e siamo ancora nei nostri peccati.

La differenza fondamentale fra il cristianesimo e il giudaismo o l’islam è nella concezione di Dio: non adoriamo lo stesso Dio ! L’unico Dio che c’è è trinitario.

 

Annunci