Benedizioni & Maledizioni.

Alla fine del Deuteronomio, ci sono due brani che contengono benedizioni e maledizioni: i capitoli 27 e 28. Le benedizioni e maledizioni sono una componente essenziale dell’alleanza e costituiscono pertanto un tema centrale del Deuteronomio e di tutta la parola di Dio. Incontriamo le prime maledizioni e le prime promesse in Genesi 3. Le maledizioni sono presenti anche nel Nuovo Testamento (ad esempio, Galati 1.8 o 1 Co 16.22). In particolare vale la pena soffermarsi sul capitolo 27 che per molti aspetti è unico in tutto l’Antico Testamento. Tale capitolo presenta una cerimonia con delle maledizioni (che verrà eseguita in Giosuè 8.30-35) ed è composto da 3 discorsi (Mosè ed i anziani 1-8; Mosè ed i sacerdoti 9-10; Mosè da solo 11-26.). È caratterizzato da una grande solennità (solo qui, in v.9, c’è il comandamento di stare in silenzio). Le maledizioni del capitolo 27 costituiscono l’esatto parallelo di 11,26-32 prima delle stipulazioni specifiche della legge: quindi le maledizioni formano una cornice alla legge.

Le maledizioni del capitolo 27 sono interessanti perché i peccati o reati elencati sono più privati che collettivi in contrasto con le benedizioni e maledizioni del capitolo 28 che invece hanno una dimensione più collettiva. In tale elenco, colpiscono soprattutto reati con un elemento di segreto (v.17,18, 24 ecc.) oppure contro persone vulnerabili (v.18,19). Questo sottolinea due cose: la responsabilità personale dei membri del popolo di Dio ed il fatto (fondamentale) che ogni trasgressione e’ un peccato contro Dio e sarà da lui giudicato, anche se non viene giudicato dalle autorità umane.

La cerimonia è affascinante: le tribù sono divise in due monti e devono benedire (Gherizim) o maledire (Ebal). La geografia è significativa: siamo esattamente in mezzo alla terra da conquistare (meta strada fra Dan al Nord e beersheba al sud) e il posto fra i due monti è Shechem dove Abraamo ricevette la prima promessa (Gen 12,6-7). Il fatto che questa cerimonia si debba compiere nel paese significa che Dio ha mantenuto le promesse. Poi, colpisce il fatto che sia le tavole della legge che l’altare siano sul monte Ebal (quello delle maledizioni). Questo ci ricorda che la legge causa maledizioni.

In Galati capitolo 3, l’apostolo Paolo applica questo brano a Cristo in un modo indimenticabile: v.13: Cristo è stato maledetto per noi ! Quindi per noi rimangono solo le benedizioni. Forse non è una coincidenza se la tribù di Giuda, da cui proviene Cristo e’ stata collocata sul mont Gherizim (quello delle benedizioni).

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