Contesto del libro: dopo 40 anni nel deserto la generazione d’Israele che uscì dall’Egitto è morta. Mosè parla alla nuova generazione e spiega cosa Dio si aspetta da loro.

Importanza del libro: libro chiave della Bibbia perché libro chiave dell’Antico Testamento:

È un libro chiave dal punto di vista teologico e storico perché forma la cerniera fra i libri precedenti e seguenti: è la conclusione ed il riassunto del Pentateuco. Il resto dell’AT fa riferimento al Deuteronomio (esplicitamente o implicitamente). Ad esempio, l’alleanza viene ricordata (Giosuè 24); I profeti chiamano Israele a ritornare a Dio o spiegano il castigo di Israele facendo allusione al Deuteronomio (Elia, Geremia, Osea ecc.); i libri sapientali fanno riferimento alla lealtà per, fede in e timore di Dio, tutti temi centrali del Deuteronomio. Ad esempio: Pv 1.8 (in cui “insegnamento” è, letteralmente, “torah”), oppure Pv 3.2 (benedizioni). La riscoperta del “libro della legge” dal sommo sacerdote Chilkia (2 Re 22) è molto probabilmente riferita al Deuteronomio.

È anche un libro chiave nel Nuovo Testamento: è il libro dell’Antico Testamento più citato dal Signore Gesù ed è il più citato nel Nuovo Testamento dopo i salmi (50 volte; più di 200 riferimenti indiretti).

La forza drammatica del libro deriva dalla situazione di Israele: Horeb è il posto della decisione. Israele è fuori dalla terra ma può entrarvi se ubbidisce. L’origine (promesse ai Patriarchi) e la destinazione (escatologia) sono chiare. Nel frattempo, Israele e’ chiamato ad essere fedele. Questa non è un’immagine della vita cristiana ?

Struttura del libro: il Deuteronomio è scritto in forma omilettica. Si presenta come un sermone di Mosè al popolo d’Israele. Il tema principale è l’alleanza fra Dio ed il suo popolo: Dio ha scelto un popolo e ha deciso di fare un alleanza che contiene sia delle promesse che una chiamata all’ubbidienza. Quindi il sermone delinea gli elementi di una vera e propria costituzione per Israele; spiega come il popolo di Dio deve comportarsi e cosa Dio si aspetta da loro. Ma dietro il concetto di alleanza, c’è la grazia di Dio, non la legge o il legalismo. Il Deuteronomio non è un libro legalista ma un libro di grazia: è il “Vangelo secondo Mosè”.

Il Contenuto: visione generale.

1.1-5: Introduzione. Descrive il contesto (Israele pronto ad entrare). Il fallimento di Israele viene subito sottolineato: v.2 “11 giorni da Oreb”. A causa della loro disubbidienza, hanno impiegato 40 anni per fare un tragitto di 11 giorni.

1.6- fine capitolo 3: Prologo storico. Mosè spiega perché Israele si trova in questa situazione.

Questa sezione enfatizza il peccato d’Israele, peccato che mette in rilievo la fedeltà di Dio. Il fallimento di Israele è dovuto alla sua disubbidienza ed alla mancanza di fede. Infatti, viene enfatizzato il fatto che tutte le altre nazioni hanno la loro terra (data da Dio): ad esempio Esau (2.5) o Moab 2.9-10 a cui il Signore ha dato una terra (benché prima ci fossero dei giganti !) Pertanto, è importante per il popolo di Dio affrontare la realtà del peccato.

Capitolo 4: Il miracolo della rivelazione.

Tema fondamentale. Dio è trascendente ma anche immanente. Dio interviene nella storia e parla: si rivela al suo popolo. Quindi tutta la storia d’Israele è condizionata da questo fatto. Prima Dio si rivela in maniera diretta (il popolo udì una voce) poi indiretta: la lettura pubblica della parola di Dio alle generazioni successive.V.10 versetto chiave: perché si raduna il popolo di Dio? Per ascoltare la sua Parola e insegnarla alle future generazioni. (anche 31.9-13, 26). La memoria è un concetto essenziale per il popolo di Dio: la parola “ricordare” è usata 14 volte; “dimenticare” 13 volte. Ricordarsi vuole dire partecipare.

Il parallelo con il Nuovo Testamento è chiaro ed importante: Due modi di rivelazioni simili: diretta (Incarnazione) e indiretta (Bibbia). Ma c’è una progressione. Giovanni è particolarmente chiaro sul miracolo dell’incarnazione e vale la pena riflettere sui paralleli fra Dt 4 e Gv 1 e 1 Gv 1 (vedere Gv 1.14,18; 1 Gv 1.1). La rivelazione di Dio al suo popolo cambia tutto. Il popolo di Dio (sia quello dell’Antico Testamento che del Nuovo Testamento) è unico, ed è chiamato ad essere santo, perché il suo Dio si è rivelato in un modo unico.

Capitoli 5 a 26: la Torah.

Ci sono parecchi richiami ad ascoltare la Torah (4.1; 5.1; 6.1-2; 8.1,11; 10.12; 11.1,8) ma, ed è un fatto significativo, le stipulazioni specifiche non cominciano prima del capitolo 12.

I capitoli 5 a 11 sottolineano l’importanza dell’ubbidienza ma soprattutto l’importanza della grazia di Dio:

Prima di entrare nei dettagli delle leggi nel Cap 12, Mosè ricorda costantemente i motivi per i quali Israele deve ubbidire: il motivo principale è la grazia di Dio. Ci sono esortazioni a ricordare chi sono, da dove vengono e che cosa il Signore ha fatto per loro. Un brano centrale è il “shema” (6.4 e, più generalmente, tutto il capitolo 6). Malgrado la solita interpretazione, è probabile che il versetto 4 non sia tanto un’affermazione di monoteismo quanto uno “slogan” per chiamare Israele alla fedeltà. Si potrebbe tradurre “il Signore (è) il nostro Dio, lui solo !” Si può dire che l’equivalente di questo versetto nel Nuovo Testamento sia 1 Co.8.6.

I capitoli successivi (7 a 11) ricordano a Israele chi e’ (un popolo scelto), perché e’ stato eletto (grazia di Dio), la sua dipendenza dalla bontà di Dio (8), il suo fallimento (9) e la pazienza di Dio (il brano 10.12-22 è uno dei più ricchi dell’Antico testamento).

Conviene notare che le stipulazioni specifiche dei capitoli 12-26 sono incorniciate da un’esortazione solenne a scegliere la strada giusta, quella della fedeltà al Signore (capitoli 11 e 27).

Il libro continua con il deposito del testo della Torah e con l’elenco delle benedizioni e maledizioni (27-29). Poi conclude con la “svolta escatologica” del Deuteronomio di cui parliamo qui sotto.

Questa rapida visione d’insieme del libro è importante per cogliere il tema centrale della grazia di Dio. Israele non è chiamato a guadagnare la propria salvezza tramite l’osservanza della legge. Anzi, il popolo di Dio è già stato riscattato ed è proprio per questo che esso viene esortato alla fedeltà. Il resto dell’Antico Testamento riprenderà lo stesso messaggio: il richiamo alla fedeltà. Un esempio palese è Geremia. Ad esempio Gr 4.1, 31.31-33 ecc.

Conclusione:

Questa rapida visione d’insieme del libro è importante per cogliere il tema centrale della grazia di Dio. Certo, Israele è chiamato ad ubbidire alla legge per poter conquistare e conservare il paese. Tuttavia, dietro questa esigenza dell’ubbidienza alla Torah, la grazia di Dio è sempre presente. Infatti, il popolo di Dio è già stato riscattato ed è proprio per quello che esso viene esortato alla fedeltà. Il resto dell’Antico testamento riprenderà lo stesso messaggio: il richiamo alla fedeltà. Un esempio palese è Geremia. Ad esempio Gr 4.1, 31.31-33 ecc.

Annunci