È cosa buona[1] per colui che non cammina secondo i consigli degli empi[2],

che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori;[3]

ma che trova la sua gioia nella legge del SIGNORE, sulla quale riflette[4] in continuazione.[5]

Egli è come un albero piantato lungo i canali che dà il suo frutto a suo tempo ed il cui fogliame non appassisce; e tutto quello che fa prospera.

Non così per gli empi; anzi sono come pula che il vento disperde.

Perciò gli empi non reggeranno nel giudizio, né i peccatori nell’assemblea dei giusti.

Poiché il SIGNORE veglia[6] sulla via dei giusti mentre la via degli empi va in rovina.

 

[1] La parola ebraica “ashrei”, solitamente tradotta “beato”, non ha nessuna connotazione religiosa (al contrario di “benedetto”) ma esprime l’idea di essere in una posizione favorevole o privilegiata. In una prospettiva non cristiana, tale parola potrebbe essere tradotta “fortunato”. L’equivalente greco “makarios” e’ usato nelle beatitudini di Matteo 5.

[2] La parola ebraica “rasha”, tradotta “empio”, è molto comune nel libro dei Salmi. Ha talvolta il significato specifico di “malvagio” quando si riferisce ad azioni specifiche (ad esempio Dt 9.27 o Isa 58.4). Tuttavia, il più delle volte nel libro dei Salmi, come in questo caso, la parola si riferisce più generalmente a coloro che non fanno parte dell’alleanza e che non hanno messo la loro fiducia in Dio.

[3] Notare la progressione nei verbi (“camminare”, “fermarsi” e “sedersi”) ma anche nella malvagità (fuori dall’alleanza, peccatore, schernitore).

[4] Il verbo ebraico “haga” significa sussurare, parlare sottovoce o esprimere parole. Qui esprime l’idea della persona che medita sulla parola parlando con se stesso. È usato con lo stesso significato in Gs 1.8. Può anche essere usato in senso negativo o per gli animali. Ad esempio vedere: Sal 35.28, 37.30; Pv 8.7; Isa 8.19, 31.4, 33.18.

[5] Let. “giorno e notte”, un’espressione che esprime l’idea di azione continua.

[6] Lett. “conosce

 

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