Il ritorno del Signore (“giorno del Signore”) è l’unico tema di Sofonia: è sopratutto un giorno di giudizio ma il profeta conclude la sua profezia con delle promesse per il popolo di Dio (3:9-20) È importante capire e credere che queste promesse sono per noi (a) Perché il giorno Signore è già avvenuto in parte (Cristo è già venuto ma tornerà) e (b) perché faciamo parte del popolo di Dio e, pertanto, tale promesse sono anche per noi (Efesini 2.11-18).

Ci sono tre promesse principali riassunte in 3 verbi: trasformerò / toglierò / mi rallegrerò.

Il Signore trasforma. v.9: Dio cambierà le labbra dei popoli. Talvolta nel Antico Testamento, le labbra simbolizzano il linguaggio. Ma, sopratutto, simbolizzano il cuore, quindi le labbra impure sono il simbolo della corruzione del nostro cuore. (Vedi ad esempio Isa 6.5) Quindi la promessa è di togliere la mensogna e la disonestà dei cuori. Questo è necessario sia per le nazioni che per il popolo di Dio ! (v.13). Anche fra il popolo di Dio c’è mensogna. Non ci possiamo pienamente fidarci l’uno dell’altro e non adoriamo Dio con un cuore puro. Il risultato di questa trasformazione sarà una perfetta comunione con il Signore: v.9 “Invoca il nome del Signore” / v.12 “confida nel nome…” Da Seth (Gn 4.26) c’è sempre stato un popolo che “invocava il nome del Signore”. Ma allora tutti lo invocheranno ! Ci credi a questa promessa ? Immagini il mondo intero composto da gente con labbra pure e un cuore puro. Noi inclusi.

Il Signore toglierà. V.11: Signora spazzerà via i malvagi, i superbi. Sofonia ama usare un verbo ebraico che significa sia “miettere” che “togliere via”. Quindi gioca sull’ambiguità di questo vocabolo. Il giorno del Signore sarà un’operazione di pulizie e le pulizie cominciano nel popolo di Dio (= 1Pietro: il giudizio comincia con la casa di Dio.) Il riusultato: v.12 rimarrà solo popolo di Dio; solo gli umili e i poveri. Sono le due cose che il mondo disprezza di più: povertà e l’umiltà. Cristo insegna la stessa cosa in Matteo 5: “beati i poveri in spirito / i mansueti” Perché erediteranno la terra, cioè, non saranno spazzati via. Cristo pensava probabilmente a questo passo in Sofonia quando descriveva la destruzione di Gerusalemme come un tempo in cui uno sarebbe preso e l’altro lasciato (Mat. 24)

Il Signore si rallegra. Forse è la promessa più stupenda: v.17: Sig si rallegrerà per causa tua. Un’idea simile è espressa in Isa 62,5 “Tu sarai la gioia del tuo Dio.” Dio parla sia al popolo in generale che ai membri individuali. E’ un’idea alla quale non pensiamo spesso: Dio è contento della sua chiesa, del suo popolo. Com’ è possibile ? Grazie a Cristo, il “potente che salva.” (v.17) Se siamo in Cristo, siamo amati perche’ lui è amato. E’ un’dea importante espressa durante Battesimo Cristo: “In te mi sono compiaciuto.” Il Figlio piace al Padre; è fedele e perfetto. Grazie al Lui, ogni condanna è revocata (v.15). Credi che Signore sia contento della chiesa e di te? Che si rallegri ? Forse è la cosa che abbiamo più bisogno di sentire. Crediamo fin in fondo che siamo salvati per grazia ?

Molti cristiani partono dal principio che Dio non è soddisfato di loro, probabilmente perché non sono soddisfati di loro stessi. Invece dobbiamo afferrare questa promessa: Dio è contento di noi; in Cristo, si rallegra a causa nostra. Questo è un grande paradosso: un Cristiano è qualcuno che è sempre insoddisfato di se stesso perché vede il proprio peccato. Ma è convinto che Dio sia soddisfato di lui. Perché guarda a Cristo.

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