2 Re 2.19-25: Le Benedizioni e maledizioni dell’alleanza.

Appunti di sermone predicato a Kensal Rise Baptist Tabernacle, Londra, 7 febbraio 2021.

Domanda: quale versetto biblico sintetizza il messaggio del vangelo? Forse il primo versetto che viene in mente è Gv 3.16.

Invece, vorrei suggerire un versetto forse più sorprendente:

Levitico 26.12: “Camminerò tra di voi, sarò vostro Dio e voi sarete mio popolo.

Questa promessa è ripresa più volte nell’Antico testamento ed è applicata alla chiesa da Paolo in 2 Corinzi 6.16. Essa esprime lo scopo supremo del vangelo.

In effetti, cosa sta facendo Dio nel mondo al momento se non costituire un popolo per glorificarlo e regnare con lui? È quello che il Signore fa dalla ribellione originale dell’uomo.

Uno strumento fondamentale per raggiungere questo scopo è il “patto” o “l’alleanza”, cioè un “contratto” nel quale Dio vincola se stesso nei nostri confronti con delle promesse e richiedere fedeltà da parte nostra. Queste alleanze comportano delle benedizioni e delle maledizioni e vengono compiute in Cristo.

Questi concetti sono essenziali per capire il passo davanti a noi. Questo passo riassume alcune benedizioni e maledizioni dell’alleanza. Si divide in due parti: v.19-22 e 23-25.

Notiamo che il primo passo è ambientato a Gerico mentre il secondo è a Betel. Questo è molto significativo.

Gerico: era un nome che non suonava “bene”. Era una citta nemica, conquistata dal popolo di Israele. Era una citta malvagia, interamente distrutta e sotto una maledizione pronunciata da Giosuè su chiunque l’avrebbe ricostruita. (Gio 6.26). Infatti, il re Acab aveva sperimentato la maledizione sulla propria pelle (1 Re 16.34). Pertanto, non sorprende che la citta sia stata ancora sotto l’effetto di maledizione: l’acqua è cattiva ed il suolo sterile (cf. Lv 26.20).

Betel: Invece, Betel era un nome che suonava “bene”. Abramo aveva eretto un altare a Betel. Il Signore era apparso a Giacobbe a Betel (Genesi 31.13 “Sono il Dio di Betel”). Era un logo sacro nella storia d’Israele.

Ma ormai, Betel era cambiata e Gerico stava per cambiare.

I questo paso gli uomini di Gerico riconoscono che Eliseo è un uomo di Dio. Chiedono il suo aiuto, cioè chiedono l’aiuto del Dio dell’alleanza. Dio ha fatto delle promesse, riassunte in modo bellissimo in 2 Cr 7.14:

se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, perdonerò i suoi Peccati… e guarirò il suo paese.

È quello che succede: Dio, attraverso Eliseo purifica l’acqua e dichiara che la maledizione è tolta.

V.21-22: “Così dice il SIGNORE: “Io rendo sane queste acque, ed esse non saranno più causa di morte né di sterilità”.Così le acque furono rese sane e tali sono rimaste fino a oggi, secondo la parola che Eliseo aveva pronunciata.

Invece, Betel è ormai territorio nemico, ostile al Dio d’Israele. Dallo scisma fra le tribù del nord e del sud è diventato un capoluogo del culto di Baal. Geroboamo aveva fatto erigere un vitello d’oro proprio a Betel (cf. 1 Re 16 & 17)

Questa ostilità viene simbolizzata dall’atteggiamento di questi ragazzi. La parola ebraica “nahar” è abbastanza ambigua e può riferirsi ad un’adolescenti come ad un giovane di 25 anni (ad es. stessa parola usata per Absalom quando si ribello contro Davide). Qui il testo parla di “nahar piccoli” quindi probabilmente adolescenti di 15-17 anni.

Dobbiamo capire cosa succede: non dobbiamo immaginarci un gruppo di bambini che prende Eliseo in giro mentre egli passa per la strada. Si tratta di un gran numero di adolescenti minacciosi (le orse uccidono 42 di loro – erano di più), i quali escono a posta della citta per schernirlo e forse di più. Il significato è chiaro: Il Dio di Abramo ed il suo profeta non sono i benvenuti a Betel. La risposta è inevitabile e si tratta di una delle maledizioni previste (di nuovo!) in Levitico 26.22:

Manderò contro di voi le bestie feroci, che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo numero, e le vostre strade diventeranno deserte.

Cosa era cambiato? Dio era cambiato? No, Dio non cambia, rimane fedele a se stesso ed alle sue promesse. Gli uomini erano cambiati. Gli uomini di Gerico avevano accettati di tornare nell’alleanza mentre quelli di Betel l’avevano rigettato.

Questo ci ricorda una verita elementare del vangelo:

Da un lato, c’e’ sempre speranza. La maledizione può sempre diventare benedizione. Qualunque cosa abbiamo fatto o non fatto nella nostra vita c’e’ la possibilità di tornare al Signore.

Da l’altro lato, non ci si può beffare di Dio. Non si può rigettarlo senza subirne le conseguenze.

Se il concetto di “maledizione” ci mette a disagio dobbiamo ricordare che lo stesso concetto si applica nell’intera storia della redenzione.

Salmo 1: due vie – il giusto e l’empio.

Gesù Cristo ha maledetto molte volte. Quante volte nei vangeli dice “guai a te/voi”?

Gv 3.16 dice che chiunque crede nel Figlio di Dio è salvato. Questa affermazione conferma che l’umanità è divisa in due gruppi. Paolo dice la stessa cosa: “Non c’è condanna per coloro che sono in Cristo Gesù.” Ma quelli che non sono in Cristo sono sotto una condanna.

La Bibbia stessa finisce con una benedizione ed una maledizione. Apocalisse 22:

v.3 “Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello… v.12 Ecco, io vengo presto e con me avrò la mia ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere… v.14-15 Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all’albero della vita e per entrare per le porte della città! 15 Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.

Sei nell’alleanza con Cristo? Hai annullato la tua alleanza con il peccato? Dio è il tuo Dio? Appartieni al suo popolo?

Un giorno, ognuno incontrerà Cristo per la strada. Per quelli che lo aspettano sarà un salvatore misericordioso. Per quelli che l’hanno rigettato sarà piu spietato di un’orsa.