L’influenza della Riforma Protestante sulla Cultura

La riforma ha toccato ogni aspetto della cultura: lavoro, economia, arte, letteratura e musica.

La dottrina della giustificazione per sola grazia mediante la sola fede ha rilasciato della energia per questo mondo che, fino ad allora, era stata impiegata per raggiungere il mondo che verrà. I viventi non erano più schiavi nel rendere servizio ai morti.

Con il loro nuovo modo di concepire la vocazione o chiamata, i riformatori hanno eliminato il dualismo medievale tra il sacro ed il profano (lavoro secolare). Nel mondo medievale solo i religiosi (preti, monaci, suore) avevano una vocazione, una chiamata sacra da Dio. Coloro che lavorano nel mondo secolare erano percepiti da tutti come appartenenti ad un livello inferiore e meno gradito a Dio.

Al contrario i Riformatori enfatizzarono che tutto ciò che una persona faceva nel mondo che serviva il prossimo ed aiutava a costruire la comunità era cosa gradita a Dio. I compiti quotidiani, dal cambiare i pannolini a cambiare le leggi, erano impregnati di significato religioso, non perché le opere salvino ma perché Dio vuole che serviamo il prossimo.

Come Lutero disse una volta, nel spiegare il suo ministero:

“Una mucca non va in paradiso perché dà il suo latte ma è per questo che è stata creata.”

 

Carter Lindberg, “The European Reformations”, 2nd edition 2010, p.355

 

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